17/5/2007 ore: 11:47
Piemonte. Le paghe al tempo della flessibilità
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Pagina IX - Piemonte Economia I più poveri sono i dipendenti di "Bennet": prendono poco meno di mille euro al mese Gs e Novacoop i "ricchi" dei supermercati Ventura: "Il salario basso spesso si spiega con rapporti di precariato" L´entrata media è di 22.592 euro Agli uomini 2500 euro in più «Le dichiarazioni degli addetti di Bennet sono un sintomo della precarietà di chi è impiegato nei punti vendita - spiega Giovanna Ventura della segreteria regionale e responsabile dei Caaf in Piemonte - è chiaro che il minor reddito dipende dai rapporti flessibili, part-time, weekend o a tempo». La differenza è consistente. I «ricchi», nella grande distribuzione, sono gli addetti Gs e Novacoop, che dichiarano tra i 20 mila e i 21 mila euro. Nell´industria gli addetti di Fiat Auto sono in una posizione di mezzo. Denunciano in media 27.366 euro, mentre gli addetti Alenia Aeronautica arrivano a 34.895 euro, il massimo nel comparto, e i lavoratori dell´Ilva a 26.784 euro. Tra i bancari la forbice è amplia. A sorpresa gli ex dipendenti di Banca Intesa battono i colleghi del Sanpaolo: 44.392 euro contro i 38.125 euro. Gli ex colletti bianchi dell´Istituto di piazza San Carlo sono i penultimi in classifica, superati al ribasso dagli impiegati della Banca Popolare di Novara. Nei servizi si va da un massimo di 38.377 euro dei dipendenti Italgas ad un minimo di 26.750 dei dipendenti delle Poste Italiane. Nei guadagni dichiarati da infermieri e medici delle Asl il divario è di 10 mila euro. Quelli della Asl 13, Novara, denunciano 36.217 euro, mentre all´Asl 18, a Bra, 26.780 euro. In mezzo c´è l´Asl 5 (Rivoli): il reddito medio è di 29.733 euro. Anche negli enti locali e fra gli statali le differenze non mancano. Fra le istituzioni messe a confronto i dipendenti della Provincia di Torino sono quelli che hanno il reddito medio più alto: 28.040 euro. Gli altri (Comune di Novara, Asti e Biella, Provincia di Alessandria e di Cuneo) sono al di sotto dei 24 mila euro. In generale, secondo l´indagine della Cisl, il reddito medio è di 22.592 euro, in crescita di 800 euro rispetto all´anno precedente, balzo in avanti che non dipende solo dallo stipendio, ma dall´innalzamento del valore catastale degli immobili di proprietà. La differenza tra uomini e donne è di circa 2.500 euro. «Differenza che si mantiene anche nell´erogazione della pensione - aggiunge Ventura - dove però scende a 2 mila euro. Chi percepisce l´assegno Inps dichiara circa 18.400 euro, ma le donne sono poco sopra le 17 mila, mentre i pensionati superano i 19 mila». Altro dato che preoccupa sono le detrazioni delle spese sanitarie. Solo il 30 per cento le scala. «Se non si presentano vuol dire che non ci sono - sottolinea Ventura - solitamente si tratta delle ricevute del dentista e dell´oculista, prestazioni private che vengono rimandate nel tempo perché la gente non può far fronte agli onorari». Strano, invece, considerando la popolazione che invecchia e il massiccio uso che ne viene fatto, che i piemontesi non deducano le spese per la badante e per la colf. Tra i 150 mila del campione della Cisl solo l´1 per cento ha presentato le ricevute dell´assistenza domestica. «Segno o che le persone non sanno che c´è la possibilità di scalarle o che la stragrande maggioranza delle badanti e delle colf lavora ancora in nero», dice Ventura. I redditi più bassi sono quelli dei ventenni. Arrivano a dichiarare 7.500 euro all´anno, la maggiora parte con due o più cud. Secondo Ventura è il «sintomo che chi entra nel mondo del lavoro è alle prese con impieghi saltuari, a tempo o part-time e senza grandi prospettive». |