11/7/2006 ore: 10:26
"Svimez" «Il Mezzogiorno in recessione»
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Pagina 42 - Economia Mentre i posti aumentavano di 179 mila unit? da Roma in su, a Sud se ne smarrivano oltre 20 mila. La forbice si allarga se consideriamo il periodo 2002-2005. Centronord: pi? 700mila; Mezzogiorno: meno 69 mila. L?unica voce in crescita ? quella dei lavoratori precari. Salgono di 16 mila unit? e vanno ad aggiungersi a quelli precarissimi perch? in nero: 1 su 4. I dipendenti irregolari, senza un euro di contributi, sono pi? di un milione e mezzo con tetti impressionanti in Calabria dove arrivano a 3 ogni 10. Alla fine dei conti il Sud ha una quota di occupati inferiore di quasi 20 punti alla media europea. Anche per questo, altri 57 mila meridionali hanno fatto la valigia e sono emigrati verso Nord. Sono soprattutto laureati, campani nel 53% dei casi, siciliani nel 18. Trovano riparo, in genere, in Lombardia ed Emilia Romagna. L?Italia mediterranea ? come isolata. Ogni cento merci nazionali che prendono la strada dell?estero, appena mezza ? prodotta a Sud. E non aiutano le buone prove di Sicilia e Sardegna verso le Nazioni non europee. L?isolamento funziona, purtroppo, anche in senso inverso. Gli imprenditori esteri, che gi? investono poco in Italia, concentrano le loro aziende e le risorse al Nord (83%) riservando al Mezzogiorno un malinconico 0,7%. Ogni 900 dollari esteri che arrivano in Europa, appena 16 mettono radici nel nostro Sud. I motivi di tanta freddezza? I soliti: crimine, burocrazia, assenza di servizi e strutture di supporto. Ma anche il capitale umano scarseggia, sotto Roma. L?Italia meridionale sarebbe ultima come investimento nella formazione se non avesse la Grecia dietro di s?. In Inghilterra o Francia vantano titoli scientifici pi? di 20 laureati su cento. Nel nostro Mezzogiorno ci si ferma a 6. Pi? in generale, meno di 10 cittadini "sudisti" ogni 100 ha una laurea (contro il 35% negli Stati Uniti). Impressiona anche il limbo in cui vivono 824 mila meridionali. Semplicemente inattivi, non lavorano n? studiano. Tra questi, due su tre sono donne. |