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"PolìtEco (2)" Urso: «Decenni di nodi irrisolti ma le aziende sono con noi»
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venerdì 29 aprile 2005
Pagina 11 - Economia
L´intervista/1 Urso, vice ministro alle Attività Produttive: le soluzioni ci sono «Decenni di nodi irrisolti ma le aziende sono con noi» il piano Basta con la politica degli annunci. Bisogna definire un programma asciutto, con poche parole e tanto impegno
ROMA - «Il governo condivide l´analisi di Confindustria, ma gli industriali condividono le proposte del governo». Adolfo Urso, viceministro delle Attività Produttive interpreta così il primo check-up di viale dell´Astronomia sulla competitività. Per questo l´esponente di An non iscrive gli industriali al partito dei «pessimismi e disfattisti», messo alla berlina, in Parlamento, dal premier Silvio Berlusconi. «Si è catastrofici - dice - quando non si indicano soluzioni. Ma questo non è il caso della Confindustria».
Che cos´è che l´ha più colpita del rapporto del centro studi della Confindustria?
«Il fatto che il declino in alcuni settori sia strutturale. Ci sono problemi mai affrontati negli ultimi decenni e per questo la soluzione è ora più difficile. Mi conforta però un aspetto nell´analisi della Confindustria».
Quale?
«Che le soluzioni che si prospettano sono le stesse contenute nel programma del nuovo governo. Gli industriali chiedono l´esenzione dell´Irap dal costo del lavoro, e questo è quello che intendiamo fare nei prossimi tre anni. Ancora: dalle imprese viene la richiesta di incentivare la fusione tra le piccole aziende. Bene, lo abbiamo fatto nel decreto sulla competitività che si può ulteriormente rafforzare, in particolare a favore delle aziende più piccole. Poi c´è il cuneo fiscale e contributivo che aggrava il costo del lavoro e riduce il salario netto. Anche questo fa parte del programma del nuovo esecutivo».
Non crede che undici mesi siamo un po´ pochi per fare tutto questo? Nel precedente governo avete puntato tutto sul taglio dell´Irpef.
«Non siamo fuori tempo massimo anche perché di riforme ne abbiamo fatte: da quella del mercato del lavoro, alle pensioni; dal diritto societario allo stesso sistema fiscale».
La riduzione delle tasse, però, è stata percepita poco e le imprese, ora, richiamano un po´ di attenzione da parte del governo proprio per arrestare il declino.
«E io credo che tutte le risorse disponibile vadano indirizzate alla riduzione dell´Irap, ma anche alla tutela del reddito delle famiglie, con l´introduzione del quoziente familiare».
Non è preoccupato per le quotidiane "invasioni di campo" del vicepremier Tremonti nel terreno proprio del ministro dell´Economia?
«Ora abbiamo bisogno di lavorare sui progetti più che sulle proposte estemporanee. Ma, soprattutto, non dobbiamo fare più annunci. Va definito un programma asciutto, con poche parole e tanto impegno».
(r.ma.)
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