21/11/2007 ore: 16:01

TRAGEDIA ALLA BENNET DI PIEVE DI SOLIGO: CAPO REPARTO STRITOLATO DA MULETTO (Rassegna Stampa)

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    martedì 20 novembre 2007
      Pagina 3 - Primo Piano

      Dipendente coneglianese di un Iper muore soffocato dalle forche del carrello elevatore che stava controllando dopo un guasto: ma lo shopping continua

      Capo reparto stritolato dal muletto

      Il centro commerciale Bennet chiude per lutto solo 3 ore dopo: è polemica


      PIEVE DI SOLIGO. Incidente mortale sul lavoro ieri poco prima delle 14 al centro commerciale Bennet di Pieve. Vittima un capo reparto, Claudio De Pellegrin, 40 anni di Conegliano. L’uomo, secondo le ricostruzioni, è stato stritolato dalle forche del carrello elevatore col quale stava lavorando assieme a un collega e di cui stava controllando la natura di un guasto. Il dipendente è morto sul colpo.

      L’operaio, residente a Conegliano al civico 9 di via Zamara, era nel magazzino del supermercato per sistemare la merce negli scaffali con un muletto, assieme a un collega. Secondo la ricostruzione fornita da carabinieri, Spisal, vigili del fuoco e Suem intervenuti sul posto, improvvisamente il mezzo, condotto dall’altro operaio, avrebbe improvvisamente bloccato il sistema elevatore composto dalle parti chiamate «castello» e «forca».

      De Pellegrin, in base alla ricostruzione del collega, si sarebbe chinato a verificare le cause del blocco ma, nel momento in cui stava verificando lo stato del «castello» sceso al livello del suolo, la «forca» sarebbe scesa di colpo comprimendo il collo del poveretto, provocandone la morte istantanea. Le ipotesi più probabili appaiono quelle di un guasto al sistema idraulico, ma per comprendere le esatte ragioni dell’accaduto il carrello è stato posto sotto sequestro. E’ stato il collega di De Pellegrin a dare l’allarme.

      Alle 14.11 è giunto sul posto l’elisoccorso, ma il medico non ha potuto far altro che constatarne il decesso. Sono accorsi anche i vigili del fuoco di Conegliano, i carabinieri di Pieve di Soligo e due rappresentanti della Spisal per accertare le dinamiche del fatto, ancora non chiarito nei particolari e nelle eventuali responsabilità. Il corpo è stato rimosso dal magazzino nel quale è avvenuta la disgrazia alle 15.48 dagli operatori delle pompe funebri. Nel frattempo la gente ignara continuava a entrare e uscire dell’ipermercato che ha deciso per la chiusura solo parecchie ore più tardi. Le serrande si sono infatti abbassate alle 16.52 e i fogli scritti a computer che avvisavano la clientela della chiusura per lutto sono apparsi sulle porte scorrevoli d’entrata del Bennet altrettanto tardi. Tre ore ci sono volute alla direzione per prendere la decisione. Il corpo della vittima nel frattempo è stato spostato dal locale nel quale si trovava (vicino all’entrata principale del supermercato) sotto gli occhi di molti clienti. «Un fatto vergognoso - attacca Mirco Ceotto della Fisascat-Cgil - il centro commerciale doveva essere immediatamente chiuso al pubblico».

      Il fatto, lo svolgersi delle indagini, i sopralluoghi dei vari rappresentanti delle forze dell’ordine sono proceduti poi tra l’incredulità dei clienti, perlopiù ignari. La gravità della tragedia traspariva invece nei volti distrutti dal dolore di molti dipendenti, colleghi di Claudio De Pellegrin. Occhi rossi che trattenevano a stento le lacrime e lo sconcerto. E soprattutto il malessere di dover rimanere sul posto di lavoro, tentando di non far trapelare nulla di quello che all’interno del centro commerciale era avvenuto. Alla fine, fortunatamente, è prevalso il buon senso.

      Tutti erano affezionati a Claudio, al Bennet. I colleghi lo descrivono come una persona solare, sempre disponibile ed estremamente affidabile, uno dei pochi, se non l’unico, su cui avere totale fiducia. Claudio De Pellegrin, 40 anni compiuti il primo novembre scorso, sposato dal 2000, senza figli, impiegato al Bennet come caporeparto, era un appassionato delle due ruote. Da poco aveva comprato una moto. «Ieri però è andato al lavoro in macchina - racconta tra le lacrime papà Franco - e pensare che quando ci hanno chiamato per avvisarci della tragedia ho creduto subito a un incidente in moto». Invece no, non è stata la moto, bensì un mezzo a lui forse più familiare e apparentemente più sicuro a strapparlo ai familiari, agli amici, ai colleghi. Come purtroppo accade sempre più spesso. Con la tragedia di ieri ieri, sale a infatti quattro il numero delle vittime sul lavoro negli ultimi sei giorni nella nostra provincia. Una emergenza che non accenna a fermarsi. E’ per questo che i sindacati hanno deciso di organizzare una manifestazione di sensibilizzazione, e ieri alla famiglia della vittima è giunto anche il messaggio di cordoglio del ministro del lavoro.

      (Ha collaborato Francesca Gallo)

      martedì 20 novembre 2007

      Pagina 9 - Treviso

      La tragedia E' successo al «Bennet» di Pieve. E' la terza vittima sul lavoro in 7 giorni
        Muore schiacciato dal muletto

        Il cordoglio del ministro Damiano. La rabbia di Cgil e Cisl

        Angela Pederiva

        PIEVE DI SOLIGO — Terza vittima nel giro di una settimana: in Sinistra Piave è emergenza per gli infortuni sul lavoro. Dopo il muratore a San Pietro di Feletto ed il camionista a Godega di Sant'Urbano, ieri pomeriggio a Pieve di Soligo ha perso la vita un magazziniere, schiacciato da un muletto nel deposito di un centro commerciale. I sindacati tornano così a chiedere una piattaforma per la sicurezza. L'incidente s'è verificato verso le 14 nel magazzino dello shopping center «Bennet» di via Montello. Stando alla ricostruzione dello Spisal di Conegliano e dei carabinieri della compagnia di Vittorio Veneto, il 40enne Claudio De Pellegrin, residente in via Cadore nella città del Cima, si trovava in piedi sulle forche di un muletto manovrato da un collega, intento a sistemare alcune scaffalature su cui posizionare la merce da stoccare.

        Forse per un guasto all'impianto idraulico, il carrello si sarebbe bloccato.
        A quel punto l'operaio si sarebbe chinato per verificare l'anomalia e, in quel frangente, sarebbe rimasto vittima del cedimento del cosiddetto «castello », rimanendo con la testa incastrata fra le barre metalliche. Inutili i soccorsi prestati dal compagno di lavoro: per estrarre De Pellegrin dal macchinario sono dovuti intervenire i vigili del fuoco di Conegliano. Ma la gravissima lesione al midollo spinale non ha purtroppo lasciato scampo all'addetto. La tragedia ha sconvolto la Cisl: «In quell'azienda a livello unitario non riusciamo a svolgere regolare attività sindacale - afferma Mirco Ceotto, segretario provinciale della Fisascat - al punto che non sappiamo nemmeno chi sia il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Vorremmo almeno capire se le attrezzature erano in regola». Indignata la Cgil: «Il silenzio assordante delle associazioni imprenditoriali tuona Patrizio Tonon della segreteria regionale - è imbarazzante. Noi non accettiamo più una prevenzione e una cultura della sicurezza solamente di facciata». In serata il ministro del Lavoro, Cesare Damiano ha espresso «profondo cordoglio ai familiari e colleghi di lavoro di Claudio De Pellegrin », ribadendo «l'impegno nel contrasto degli infortuni sul lavoro».
        martedì 20 novembre 2007
          Pagina 3 - Primo Piano

          IL SINDACATO: MANIFESTAZIONE IL 27
            «Stop alla strage», tutti in piazza
              Il cordoglio alla famiglia del ministro del lavoro Damiano
              I lavoratori della Bennet non sono sindacalizzati
              La Cisl: «Ancora poco in tema di sicurezza

              Rubina Bon

              PIEVE DI SOLIGO. Tre morti sul lavoro in una settimana solo nella Sinistra Piave. «Non è una fatalità, si tratta di un’ emergenza» sentenzia Ottaviano Bellotto, responsabile della Cgil di Conegliano. Il dato è tanto più impressionante se si conta che dal 2004 ad oggi, nella zona di Conegliano, i decessi sul posto di lavoro sono stati dieci in tutto. Ed è per questo che la Cgil regionale ha organizzato per il prossimo 27 novembre una manifestazione a Mestre. Intanto alla famiglia di De Pellegrin è arrivato il cordoglio del ministro del Lavoro Cesare Damiano: «L’impegno nel contrasto degli incidenti sul lavoro è e sarà uno degli obiettivi del Governo» ha detto il ministro.
                «Il silenzio delle associazioni imprenditoriali è imbarazzante. Non accettiamo più una prevenzione e una cultura di sicurezza solo di facciata» attacca Patrizio Tonon della segreteria regionale Cgil. «Il sindacato assume posizioni anche forti in tema di sicurezza, ma ci sentiamo soli. In questi anni i metodi di lavoro si sono innovati, l’imprenditoria ha rivolto la propria attenzione ai livelli di produttività, alle macchine, ma non alle persone e all’ organizzazione del lavoro - continua Bellotto - La situazione delle morti sul lavoro si fa ancora più grave in riferimento alla questione delle sanzioni e delle pene per gli imprenditori che non rispettano le norme. Chiediamo un intervento deciso delle autorità, oltre che la massima attenzione da parte delle associazioni di categortia. Oggi un imprenditore che presenta una dichiarazione di apertura attività e ha la partita Iva può assumere dipendenti. Un gesto, questo, che implica responsabilità. Una di queste è appunto garantire la sicurezza».

                Sono ancora molte le aziende, tra cui la Bennet, dove il sindacato non è presente. Secondo Cgil, Cisl e Uil, le parole d’ordine per prevenire il ripetersi di altri incidenti sul lavoro sono prevenzione e formazione. «Gli imprenditori sono spesso inadempienti, specie se i lavoratori sono extracomunitari e non conoscono la lingua - prosegue Bellotto - Non basta una semplice avvertenza su come utilizzare un macchinario per prevenire certe disgrazie».

                E se nella maggior parte dei casi gli incidenti sul lavoro avvengono nei cantieri edili, quello all’ipermercato Bennet porta alla luce il problema del lavoro nei supermercati. «Gli operai sono costretti ad effettuare le operazioni di spostamento dei bancali nei magazzini in spazi ristretti - denuncia Luigino Tasinato della Filcams Cgil - Per comprimere i costi si aumenta la superficie di vendita e si diminuisce quella per lo stoccaggio». E ancora Mirco Ceotto, Fisascat Cisl: «Stiamo facendo di tutto per ribadire l’importanza della sicurezza, dalle manifestazioni ai convegni. Ma non basta».
                mercoledì 21 novembre 2007
                  Pagina 36 - Provincia
                    La tragedia di Pieve. La direzione del centro commerciale si scusa per la chiusura ritardata di lunedì. La Procura nomina un consulente
                      La Cisl accusa: «Tragedia evitabile»
                        Ieri volantinaggio di protesta al Bennet. L’operaio ha donato gli organi

                        PIEVE DI SOLIGO. Donazione degli organi. Questa la decisione della famiglia di Claudio De Pellegrin, il caporeparto vittima lunedì 19 novembre di un incidente sul lavoro nel magazzino del centro commerciale Bennet di Pieve. L’uomo sarebbe stato stritolato dalle forche del carrello elevatore sul quale si trovava, precipitato improvvisamente. Sono ancora in corso le indagini degli inquirenti dello Spisal. Si attende la nomina da parte della procura di Treviso del Ctu. «La tragedia - accusa Mirco Ceotto della Cisl - poteva essere evitata».
                          La famiglia della vittima ha autorizzato nella serata di lunedì l’espianto degli organi. A farlo sapere è il papà Franco. «Doneremo gli organi - racconta con la voce strozzata dal pianto - perché qualcun altro possa vivere». Claudio De Pellegrin, 40 anni, sposato da 7, ha perso la vita lunedì poco prima delle 14, a seguito di un incidente sul lavoro nel centro commerciale Bennet. Secondo le ultime ricostruzioni effettuate dallo Spisal, l’operaio che stava sistemando della merce nel magazzino, sarebbe rimasto schiacciato al collo dalla forca del carrello elevatore sul quale si trovava, improvvisamente precipitata. Si attende che la Procura nomini il Ctu per i controlli che interesseranno la parte meccanica dell’elevatore. De Pellegrin lavorava nell’ipermercato da tre anni, fin dall’apertura. Dapprima come aiuto alla vendita e poi come responsabile del reparto bazar. Un amico per tutti i suoi colleghi e un dipendente stimato dai superiori. Così lo descrive Sandro Michelet, responsabile di filiale. E’ stato lui lunedì a chiamare i soccorsi dopo essere stato avvisato dall’unico testimone della tragedia, un giovane dipendente che stava lavorando nel magazzino. Ieri il centro commerciale è rimasto aperto, ma le luci erano soffuse e la musica spenta. Si sta decidendo per la riduzione dell’organico il giorno dei funerali affinché i colleghi possano dare l’ultimo saluto a Claudio nella chiesa di San Martino a Conegliano. Nel frattempo i vertici dell’azienda fanno sapere che è stata avviata un’indagine interna e si sono scusati per la chiusura avvenuta lunedì solo 3 ore dopo la tragedia: è stato un ritardo tecnico legato alla necessità di contattare la sede centrale. Ieri mattina è stato organizzato dai rappresentanti sindacali Cgil e Cisl un volantinaggio all’ingresso del centro commerciale per sensibilizzare la clientela sul tema della sicurezza nel lavoro. «E sempre ieri mattina - spiega Mirco Ceotto, segretario generale della Fisascat Cisl Treviso - abbiamo avuto anche un incontro con la dirigenza sui temi della tutela e formazione. In un’azienda come quella del Bennet, che conta 70 dipendenti, è impensabile che non ci possa essere spazio per l’informazione sindacale». «La tragedia di lunedì - aggiunge poi - poteva essere evitata. Il problema è che spesso il sistema di immagazzinamento della merce è troppo costretto perché tutto lo spazio viene dato alla vendita. Nei magazzini si finisce perciò per usare mezzi che potrebbero non essere idonei allo scopo».

                          D’accordo con queste dichiarazioni anche Luigino Tasinato, segretario generale della Filcams Cgil Treviso. «Oltre tutto - aggiunge Tasinato - va considerato che alla Bennet non riusciamo a parlare con i lavoratori, è una delle poche aziende ancora non sindacalizzate e per questo lavoratore non è bastato purtroppo. Ancora una volta, siamo davanti a una tragedia, vicini alla famiglia di Claudio, ma determinati a far rispettare le leggi e il contratto». Lunedì è fissato un nuovo incontro tra i sindacati di categoria e la dirigenza del centro commerciale in cui verrà concordata la data per un’assemblea coi lavoratori.