9/2/2026 ore: 18:29

Glovo sotto controllo giudiziario, la Filcams Cgil: “Vile sfruttamento. Ora diritti, salario dignitoso e tutele reali”

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Il provvedimento con cui la Procura di Milano ha disposto il controllo giudiziario nei confronti di Foodinho Srl, società che gestisce la piattaforma Glovo in Italia, per gravi ipotesi di sfruttamento del lavoro e caporalato, conferma quanto la Filcams Cgil denuncia da anni: il modello organizzativo delle piattaforme di food delivery è vile e becero sfruttamento, strutturalmente fondato sulla compressione dei diritti, dei salari e delle tutele.

Secondo quanto emerso dall’inchiesta, migliaia di rider, in larga parte migranti, sarebbero stati impiegati in condizioni di lavoro inaccettabili, con compensi largamente inferiori alla soglia di povertà, fino a oltre il 75% in meno rispetto ai minimi previsti dalla contrattazione collettiva, e con modalità di lavoro di fatto riconducibili a un rapporto di lavoro subordinato mascherato da collaborazione autonoma.

Il sistema di gestione algoritmica delle consegne, l’assenza di un salario minimo garantito e la mancanza di coperture adeguate in materia di sicurezza, malattia, infortunio e previdenza configurano una vera e propria zona grigia del lavoro, nella quale prosperano forme moderne di sfruttamento.

La nomina di un amministratore giudiziario deve ristabilire legalità, diritti e dignità del lavoro. Ora è indispensabile il riconoscimento di un corretto inquadramento contrattuale, l’applicazione dei contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, la garanzia di salari dignitosi, continuità reddituale e piena tutela della salute e della sicurezza.

Fondamentale sarà il recepimento della Direttiva europea sul lavoro tramite piattaforme. In questo senso sarà necessario vigilare affinché la traduzione italiana della norma non risulti peggiorativa o inefficace, ma si traduca, al contrario, in uno strumento concreto per migliorare le condizioni di lavoro di migliaia di rider.

“Le azioni – dichiara Filcams Cgil - e le vertenze da noi promosse dalla negli ultimi mesi hanno certamente contribuito al raggiungimento di questo importante risultato. La sfida ora è ancora più complessa e la nostra organizzazione promuoverà ogni iniziativa sindacale e legale utile affinché questa vicenda segni un punto di svolta definitivo contro il caporalato digitale e lo sfruttamento nel lavoro tramite piattaforma. È tempo che il settore del food delivery venga ricondotto pienamente dentro le regole, i diritti e la dignità del lavoro”.