L’INTERVISTA
Panzeri: non esistono lavoratori invisibili
Senza un volto. Con maschere bianche, impersonali. ?Eppure ? stata una presenza di grande significato?, politico e sociale. ?Perch? quel popolo invisibile?, che ieri ha sfilato per le vie del centro, ?ha un valore molto importante in una Milano, che sta vivendo una profonda trasformazione nel mercato del lavoro?. Antonio Panzeri, segretario della Cgil di Milano, sottolinea con enfasi questa partecipazione. Popolo invisibile? ?E’ il popolo di quei lavoratori che oggi vengono definiti atipici, ai quali non vengono riconosciuti determinati diritti. Ed invece giocano un ruolo importante?. E che significato ha assunto la loro presenza in corteo? ?E’ stato smentito chi va ripetendo che il sindacato ha difficolt? di rappresentanza. Anzi le organizzazioni sono tornate ad essere un punto di riferimento per i lavoratori, per le rivendicazioni dei loro diritti?. Soddisfatto quindi? ?Quando si parla di oltre 50 mila persone e del 90 per cento di adesione, significa una partecipazione straordinaria. Significa che i lavoratori hanno compreso sino in fondo la posto in gioco?. Ma Antonio Panzeri va oltre il risultato della manifestazione di ieri. E sposta l’attenzione sull’intervento di Pietro Ichino, professore di diritto del lavoro all’Universit? degli Studi di Milano, pubblicato sull’edizione di ieri del Corriere . ?Il professor Ichino propone uno sciopero "virtuale", nel settore trasporti, in modo che non ci siano disagi per i cittadini. Ma questa ? una strada che abbiamo gi? percorso in passato?. Si riferisce a due anni fa... ?Esatto. I dipendenti dell’Atm lavorarono lo stesso e le risorse furono devolute per le inondazioni della Lomellina e del Piemonte?. Allora ? favorevole ai blocchi ?virtuali?? ?Diciamo che, in una situazione come quella attuale, l’intervento di Ichino ? apparso fuori tema. Incompleto, maledettamente di parte e non accettabile, anzi fuorviante?. In che senso? ?Quella sull’articolo 18 dello statuto dei lavoratori e sul sistema pensionistico non ? una battaglia corporativa. Affronta questioni importanti, che toccano tutti?. E quindi? ?Quindi non esiste una contrapposizione tra chi rivendica i propri diritti e un’opinione pubblica amorfa, estranea a quello che sta accadendo. Sono gli stessi lavoratori che diventano opinione pubblica: non solo loro, anche tutti i cittadini subiscono gli interventi che il governo vuole attuare?. Eppure i disagi, con il fermo di bus e metr?, ci sono stati. E non solo per i lavoratori pendolari... ?Era necessario, in questo caso, dare una risposta forte, chiara. E comunque abbiamo cercato di limitarli al massimo. Ma c’? un altro aspetto, da evidenziare, sull’intervento del professor Ichino?. Dica pure. ?Nell’articolo di Ichino manca un giudizio sulle scelte del governo. Sarebbe stato pi? completo. Comunque noi siamo disposti al confronto: anche sullo sciopero "virtuale". Ma non quando si tratta dell’articolo 18 e delle pensioni?.
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Davide Gorni
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 Cronaca di Milano
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