22/2/2002 ore: 9:40

Cofferati va avanti da solo

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Pagina 2 - Economia
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ECONOMIA E POLITICA
Cofferati va avanti da solo

sciopero generale il 5 aprile
Cisl e Uil: noi trattiamo, ma l?art.18 non si tocca
          Il governo:"Il leader sindacale fa solo politica" Primi stop nelle aziende
          La Cgil annuncia anche una manifestazione a Roma per il 23 marzo

          RICCARDO DE GENNARO

          ROMA - Uno sciopero generale di otto ore proclamato per il 5 aprile, preceduto da una ?grande, grande? manifestazione nazionale a Roma, sabato 23 marzo, che dovrebbe portare in piazza un milione di persone. Il giorno dopo l?incontro a Palazzo Chigi, nel quale ha detto ?no? alla proposta del governo di riaprire il tavolo sulla delega-lavoro, mantenendo per? le modifiche all?articolo 18, la Cgil ha deciso le nuove iniziative di mobilitazione contro le deleghe al governo su fisco, lavoro e previdenza. Nello stesso tempo, dopo aver riunito le rispettive segreterie, Cisl e Uil hanno fatto sapere che se al tavolo - convocato ieri dal ministro Maroni per marted? prossimo - si parler? di articolo 18 anch?esse giudicheranno indispensabile ricorrere allo sciopero generale.
          L?organizzazione guidata da Sergio Cofferati - il quale non nasconde ?l?estrema delicatezza di questa fase della storia del sindacato? - ritiene che partecipare al nuovo tavolo proposto dal governo ? ?inaccettabile?, perch? ?la trattativa ? gi? alterata dalla permanenza in Senato il testo integrale della delega?. Cisl e Uil, invece, si fidano del governo e degli industriali: ?Nell?incontro di mercoled? il presidente Berlusconi - ha rivelato ieri il leader della Uil, Luigi Angeletti - ci ha invitato a dialogare tenendo conto che potrebbe anche non essere necessario discutere di articolo 18 perch? si possono trovare soluzioni su altri terreni?.
          La segreteria della Uil ha ufficializzato la proposta di un ?work-day? sulle condizioni di lavoro per il 16 marzo, al quale la Cgil non aderir?, perch? giudica la proposta insufficiente. Mentre il ministro Maroni definisce la posizione della Cgil ?inaccettabile? e ?politica? e il vicepremier Fini insiste a dire che ?la Cgil ? isolata?, la Uil avverte Berlusconi: ?Se al termine del confronto intendesse riproporre le modifiche dell?articolo 18 la risposta non potr? non prevedere lo sciopero generale?, dice Angeletti, che dal 3 al 6 marzo affronter? a Torino il responso del suo congresso nazionale. Angeletti e Pezzotta escludono, tuttavia, la possibilit? di una partecipazione di Cisl e Uil alla grande manifestazione nazionale a Roma del 23 marzo, che presumibilmente dar? le maggiori preoccupazioni a Berlusconi.
          Cgil e Cisl hanno accolto la proposta della Uil di riunire, luned? prossimo, le segreterie unitarie. Ma ? difficile che questo incontro porti a qualche risultato, prova ne sia che lo stesso chiarimento tentato marted? scorso ha lasciato inalterata lo stato di tensione tra le tre confederazioni. Peraltro, nelle fabbriche di Torino, Milano, Genova, Bologna, Livorno e altre citt? industriali i lavoratori hanno gi? realizzato ieri scioperi spontanei. ?La Cgil sciopera? Faccia pure?, ha esclamato ieri Pezzotta, saputo dello sciopero generale dell?altra organizzazione. La segreteria della Cisl, intanto, giudica ?positivo l?esito del confronto di gioved? a Palazzo Chigi tra le parti sociali? per la sospensione di due mesi della delega in attesa di un avviso comune tra le parti.

          Nel frattempo, il presidente della Confindustria, Antonio D?Amato, conferma la disponibilit? della sua organizzazione a discutere e definisce ?un grave atto di irresponsabililit? la scelta dello sciopero generale da parte della Cgil: ?Da molto tempo la Cgil si chiama fuori da ogni confronto tra le parti sociali e il governo sulle riforme da fare?. Ma sono proprio le riforme che, spalleggiata dal governo, vuole fare la Confindustria, a non essere gradite da Cofferati. Il quale prevede che ora gli industriali faranno leva sulle nuove condizioni per ?puntare a modifiche degli assetti contrattuali?. Il ?nuovo corso? sar? reso noto oggi in un seminario organizzato a Torino: ?Uno dei teorici di Confindustria - svela Cofferati - sostiene che Usa e Giappone sono maggiormente competitivi rispetto all?Italia perch? godono di due condizioni favorevoli: minore sindacalizzazione e contrattazione ridotta. L?obiettivo degli industriali ? imitare quel modello?.
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