11/3/2005 ore: 10:44
Via libera alla competitività anche senza la Lega
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MAGGIORANZA DIVISA. OGGI AL CONSIGLIO DEI MINISTRI L’ULTIMA MEDIAZIONE DI BERLUSCONI. IL GOVERNO PERO’ E’ DETERMINATO A CHIUDERE Via libera alla competitività anche senza la Lega Non c’è l’accordo sui dazi. Il Carroccio: non voteremo il pacchetto sviluppo Roberto Giovannini La telenovela del pacchetto competitività ha abituato a sorprese e colpi di scena, ma oggi dovrebbe scattare davvero l’ora X: il Consiglio dei ministri approverà i due provvedimenti (un decreto e un disegno di legge) che compongono il «piano d’azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale». Via libera assicurato, ribadiscono autorevoli fonti di governo, ma nella serata di ieri regnava la massima incertezza sul voto dei ministri della Lega Nord, che avevano nei giorni scorsi lanciato un vero e proprio ultimatum sul tema dell’introduzione di dazi e protezioni doganali per i prodotti italiani insidiati dalla concorrenza asiatica. Roberto Maroni, Roberto Castelli e Roberto Calderoli per tutta la giornata hanno cercato di ottenere che contestualmente al varo del «pacchetto» (meglio ancora, al suo interno) fosse inserito un qualche impegno più o meno formalizzato all’introduzione dei dazi, più o meno legato all’iniziativa dell’Unione Europea. In serata, però, sembrava emergere con chiarezza l’obiettiva impossibilità - stanti le normative europee, ma anche nazionali - di ottenere da Berlusconi un impegno simile, se non meramente verbale e dunque non legislativamente efficace. Dunque, un Carroccio orientato a far pronunciare i propri rappresentanti nell’Esecutivo per un «no», largamente simbolico e in ogni caso senza effetti concreti. Per due ragioni: politica, perché pochi credono a pericoli reali per la compagine di governo, e «tecnica», perché in pratica le politiche doganali non sono una materia di competenza degli Stati, ma di Bruxelles. E così, ieri il ministro delle Riforme Roberto Calderoli è andato da Silvio Berlusconi, presente il ministro dell’Economia Domenico Siniscalco, per presentare diverse proposte di emendamento al decreto legge, mirate sostanzialmente ad aprire la strada all’introduzione di dazi doganali, a rimodulare le quote (tetti) di importazione a certe produzioni extra-Ue, e a reinserire le cancellate quote che riguardano le importazioni nel tessile. L’ultima «potrebbe perlomeno consentire - ha detto il ministro delle Riforme - un nostro voto d'astensione». Inapplicabile, avrebbe replicato Siniscalco. |