7/7/2003 ore: 11:18
Verifica, patto sulle pensioni
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| sabato 5 luglio 2003 | |
| Pagina 2 - Interni | |
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Un documento messo a punto nel vertice notturno dei leader della Cdl Verifica, patto sulle pensioni La riforma nella Finanziaria. Ma la Lega chiede tempi certi
Il presidente del consiglio è ottimista. «Ora - ha spiegato - attendo dai partiti della maggioranza una risposta. Ma già i singoli leader hanno dato una risposta positiva». Vuole chiudere in fretta il capitolo interno per dedicarsi al semestre europeo e per questo si augura che «non intervengano situazioni nuove, che si possano lasciare da parte lungaggini e fraintendimenti e procedere speditamente sulla realizzazione di questo programma del semestre». Ma cosa prevede la piattaforma sottoposta ai segretari della Cdl? In primo luogo si propone l´istituzione di un «Consiglio dell´alleanza» per garantire collegialità . Poi si affida a Gianfranco Fini la cosiddetta cabina di regia in materia economica attraverso «il coordinamento e l´integrazione delle politiche sociali, produttive ed economiche». A questo proposito si prospetta una finanziaria che, nel rispetto dei vincoli di bilancio, rilanci l´economia e metta appunto mano alla riforma previdenziale. Viene poi confermata la devolution di Bossi, ma «nel rispetto dei principi fondamentali di unitarietà dell´ordinamento giuridico della nazione». Un modo per confermare senza esplicitarlo il principio dell´«interesse nazionale» rivendicato da An. Se appunto il partito di Fini (oggi si riunisce l´esecutivo di An) e i centristi dell´Udc (lunedì è convocato l´Ufficio politico) si sono dichiarati favorevoli all´impostazione data alla verifica, il premier dovrà superare lo scoglio Lega che vede a rischio il federalismo. Dopo i primi commenti negativi dei suoi colonnelli («prevedo grosse difficoltà», ha ammonito Roberto Calderoli), Umberto Bossi ha placato le acque. «L´agenda di governo va bene - ha spiegato - ma manca la temporizzazione delle riforme perché ci devono essere tempi certi. Basta darsi tempi certi per superare i problemi». In più il leader del Carroccio ha sminuito l´importanza del coordinamento economico affidato a Fini: «in questa cabina ci siamo tutti, anche io. E´ chiaro che ci sono sensibilità diverse, ma non ci impedirà di trovare una strada per procedere insieme». Il rischio paventato dai leghisti di un´emarginazione di Tremonti è smentito dallo stesso Berlusconi: «il suo contributo politico è stato determinante per il chiarimento della maggioranza. Determinante non solo per la comprovata capacità di individuare soluzioni tecniche, ma anche per la capacità di concorrere alla definizione di accordi politici». E´ «un documento certamente condivisibile», annuncia il portavoce di An, Mario Landolfi, che considera acquisito il dato dell´«interesse nazionale» e semmai punta l´indice sulla «assenza di un esplicito riferimento ai poteri di Roma in quanto capitale». |