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TV: Se la cronaca tace parla la fiction
TV: Se la cronaca tace parla la fiction
7 giugno 2002
VESPRI Se la cronaca tace parla la fiction
NORMA RANGERI
Una piccola impresa di pulizie, una squadra di sei persone, uomini e donne che lavorano di notte perché al mattino, musei e uffici siano lavati e lucidati. Tempi massacranti, contributi zero, lavoro nero e anche sottopagato: la condizione comune a centinaia di migliaia di lavoratori italiani e stranieri (l'extracomunitario senza permesso di soggiorno è merce appetibile). Se ne parla poco, la categoria difficilmente gode degli onori della cronaca e infatti la storia di questa piccola impresa non ci viene raccontata da un'inchiesta del telegiornale, ma da una miniserie di Raiuno dal titolo Tutto in quella notte, con la regia di Massimo Spano e un gruppetto di volti noti della fiction (Enzo Decaro, Simona Cavallari, Franco Castellano). Un film dal curioso destino: doveva essere trasmesso l'11 settembre scorso, giorno dell'attentato alle Torri Gemelle. Armati di guanti e spazzoloni, gli operai entrano in un palazzo delle assicurazioni. Hanno molta fretta, di lì a due ore devono trovarsi in altri uffici e poi in altri ancora fino all'alba. Il caposquadra, padroncino-operaio con furgone, un po' amico un po' caporale, li smista ai vari piani , ma durante il lavoro, una delle ragazze viene assassinata. Per non avere multe e denunce, il titolare costringe l'extracomunitario a fuggire, segnandone così il ruolo di primo sospettato dalla polizia. Si scopre che ciascuno di loro avrebbe avuto un motivo per uccidere la ragazza, un tipo strano dal passato misterioso. E' il classico giallo, con tutti gli ingredienti del caso, ma questa volta non è tanto il commissario a prendersi la parte del protagonista. In primo piano ci sono invece le vite tribolate. Oltre all'immigrato dell'est, c'è la ragazza incinta che deve nascondere la sua gravidanza per evitare il licenziamento, ci sono gli strozzini in agguato che ricattano il padroncino. Altro che flessibilità e partite Iva, la storia ci parla di una giungla dal rigoglioso sottobosco di sfruttamento silenzioso e totale.
nrangeri@ilmanifesto
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