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Forse torner? a lavorare alla Pirelli, ma c'? anche chi lo vuole alla segreteria dei Ds Tutto l'Ulivo va a Rimini per Cofferati Domani inizia il congresso, a giugno lascer? la guida Cgil
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(Del 5/2/2002 Sezione: Economia Pag. 4)
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| analisi |
| Roberto Giovannini |
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ROMA
SERGIO Cofferati far? fatica a farsene una ragione. Al Congresso nazionale della Cgil che comincia domani a Rimini parler? di ?una diversa idea di libert?, cercher? di rilanciare l?unit? con Cisl e Uil, andr? all?attacco dei progetti del governo su fisco, lavoro e pensioni. Ma c?? da giurare che analisti e commentatori vivisezioneranno ogni sua parola in chiave pi? politica che sindacale. Per tentare di interpretare le intenzioni di colui che da giugno - una volta scaduto il mandato di segretario generale della Cgil - potrebbe diventare il lavoratore dipendente pi? celebre del gruppo Pirelli, o il militante di base pi? ingombrante tra gli iscritti alla Quercia. E c?? gi? la corsa a ?tirarlo? da una parte o dall?altra. Giorgio La Malfa, repubblicano eletto da Forza Italia: ?Non so che uomo politico potrebbe essere Cofferati - dice - ma se diventasse leader dei Ds grazie al suo ruolo nel sindacato, per la sinistra sarebbe un ulteriore errore, un definitivo rinchiudersi dentro una ridotta?. Vittorio Agnoletto, leader del movimento no global: ?Chieder? a Cofferati un incontro ufficiale per illustrargli le posizioni dei movimenti emerse a Porto Alegre e per chiedere un maggiore coinvolgimento della Cgil sulle due parole d'ordine del movimento: no alla guerra e no al neoliberismo?. Non ? un caso se all?assise di Rimini si presenteranno i leader di tutti i partiti dello sconquassato centrosinistra. Non ? nemmeno un caso se il vasto e sempre pi? scontento popolo della sinistra ?morettiana? comincia ad additare Cofferati come l?unico in grado di cambiare le cose. Anche perch? oggi l?unica forza politica o sociale in grado di dare filo da torcere al governo Berlusconi ? stato proprio il sindacato confederale. L?Ulivo fa fatica a portare quattromila persone in piazza Navona sulla giustizia? Cgil-Cisl-Uil quattromila persone (anche arrabbiate) le hanno portate solo in Piazza Lazzarini a Pesaro qualche giorno fa. Dopo di che - e Cofferati ne ? perfettamente consapevole - i problemi con cui debbono fare i conti i leader del centrosinistra sono completamente diversi di quelli con cui ha a che fare il sindacato. Che ha compiti, ruoli e spazi di iniziativa del tutto differenti. Insomma, per adesso le convulsioni dell?Ulivo e della Quercia sono vissute dal segretario generale della Cgil con preoccupazione crescente. Ma non certo dal punto di vista di chi sta pianificando le mosse di una futura carriera politica. I programmi di Cofferati continuano a essere i soliti. Dopo la scontata conferma alla carica di numero uno da parte del direttivo (il parlamentino Cgil) che verr? eletto a Rimini, a giugno Cofferati lascer? la confederazione, alla scadenza degli otto anni di mandato previsti dallo statuto. Lascer? il posto a Guglielmo Epifani, ma non sar? certo un addio alla Cgil. Cofferati ? gi? presidente della Fondazione Di Vittorio, una sorta di istituto storico della confederazione, che potrebbe essere potenziato e trasformato in un centro di elaborazione politica e di ricerca. Ma nonostante voci e indiscrezioni, la ?Di Vittorio? non diventer? certo l?embrione di una nuova aggregazione politica, come fu per l?ex segretario cislino Sergio D?Antoni. Sar? semmai un contraltare labour a ?ItalianiEuropei?, il pensatoio di Massimo D?Alema e Giuliano Amato. E poi, la Pirelli. Nessuno, nemmeno tra i pi? stretti collaboratori del leader Cgil ? pronto a metterci la mano sul fuoco (anzi, fervono le scommesse), ma ? molto probabile che Cofferati rientrer? almeno per una certa fase al suo vecchio posto di lavoro alle dipendenze di Marco Tronchetti Provera. E poi? Poi si vedr?. Certo, Cofferati - che si era speso nella battaglia congressuale della Quercia per Giovanni Berlinguer, con diverse conseguenze negative e un successo tutto sommato limitato - non si aspettava affatto una crisi cos? accelerata del gruppo dirigente Ds e del suo (amato) partito. Sarebbe immaginabile un suo rientro nella politica ai massimi livelli, magari in autunno? Non certo - spiegano sia nei Ds che nel sindacato - finch? regger? l?equilibrio scaturito dal congresso di Pesaro. N? Fassino n? il diretto interessato potrebbero concordare una sconfessione dell?esito del congresso Ds. C?? per? chi lavora per cercare di trovare almeno un linguaggio comune, tra Cgil e Quercia. Solo qualche giorno fa i Ds hanno approvato un documento - enfaticamente contestato dai ?liberal? di Enrico Morando, e poco apprezzato da molti dirigenti ?fassiniani? - che impegna il partito a battersi contro le riforme del governo su licenziamenti, fisco e previdenza. Autore - insieme alla ?berlingueriana? Laura Pennacchi - Cesare Damiano, ex sindacalista Cgil, chiamato proprio da Fassino per occuparsi in segreteria dei temi del lavoro. ?? un atto importante - spiega Damiano -. Bisogna costruire la pi? larga unit? possibile per contrastare la vera e propria controriforma varata dal governo Berlusconi?. |
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