26/2/2007 ore: 10:50
Turismo: infrastrutture, Italia al palo
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Pagina 21 - Turismo Senza infrastrutture adeguate il turismo non può decollare. E per infrastrutture non si intendono soltanto i trasporti, la rete stradale e ferroviaria, ma anche tutto quanto permette ai visitatori di svolgere attività culturali, sportive, di divertimento o d'affari. In quasi tutti questi campi l'Italia è rimasta indietro, e di parecchio. In attesa di recuperare il tempo perduto, a risollevare i problemi alla classe politica è uno studio commissionato da Confturismo-Confcommercio all'Isnart, presentato ieri alla Bit nel corso di un convegno. Ancora, i porti turistici sono ancora pochi nonostante gli oltre 7 mila chilometri di costa: ammontano a 214 contro i 370 della Francia. Siamo sotto la media anche sul fronte dei musei: l'Italia ne conta 193 statali, per una media di 170 mila visitatori annui rispetto ai 400 mila della Francia (33 musei) e ai 212 mila della Spagna (151 strutture). I centri congressi non mancano, ma sono piccoli rispetto ai concorrenti (si veda tabella). L'Italia è in affanno anche sul fronte del golf, con 238 campi che si raffrontano ai 548 della Francia e ai 297 della Spagna; il nostro paese raccoglie soltanto l'1% dei golfisti a livello mondiale. In questo studio, che prende in considerazione le infrastrutture, mancano ovviamente dati riguardanti gli alberghi. Tuttavia, se il giudizio medio del turista indica un grado di soddisfazione pari a 8, comprendente l'accoglienza nelle strutture di alloggio, sotto la media si posizionano il costo dell'alloggio e della ristorazione. Emerge, quindi, un nodo critico rispetto al rapporto qualità-prezzo sul quale, per molti osservatori, bisogna ancora lavorare parecchio. Nel suo intervento, Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, ha sottolineato la necessità di riforme strutturali e di riduzione della pressione fiscale, di ´taglio della spesa pubblica improduttiva da riconvertire in investimenti in settori strategici e vere liberalizzazioni'. Prioritari sono anche gli interventi per facilitare l'accesso di turisti dai paesi emergenti. Bernabò Bocca, numero uno di Federalberghi-Confturismo e vicepresidente di Confcommercio, ha affermato che ´l'Italia si è spesso distinta per la cronica incapacità di porre il turismo al centro dell'agenda politica'. E se alcuni segnali positivi sono venuti dalla Finanziaria 2007, che ha aumentato gli stanziamenti per il comparto e risolto la questione dei canoni demaniali marittimi e della detraibilità in ambito congressuale, molto resta ancora da fare, a partire dall'accesso alla riduzione del cuneo fiscale e dall'armonizzazione dell'Iva con quella dei paesi concorrenti come Francia e Spagna. |