20/10/2005 ore: 10:53
Trieste. Negozi: raccolta di firme contro la riforma
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Pagina 7 - Attualità Sale la tensione dopo il primo via libera al nuovo regolamento sugli orari. Confcommercio: «Sbagliato liberalizzare le aperture in tutti i capoluoghi» Negozi, raccolta di firme contro la riforma Si punta a quota 50 mila. La Cgil pronta a protestare davanti al Consiglio regionale Pure la critica politica: «In Toscana – ha concluso la Merola – regione retta come la nostra da una maggioranza di Centrosinistra e che non può essere definita meno turistica della nostra, le regole applicate sono esattamente opposte a quelle che si stanno introducendo in Friuli Venezia Giulia. Allora non riusciamo a capire perché qui da noi le prospettive per i lavoratori debbano essere peggiori che altrove». Altrettanto severa la reazione della Confcommercio regionale, l’organizzazione che raccoglie gli imprenditori del settore. «Scopriamo con sorpresa – si legge in una nota dell’assemblea regionale della Confcommercio - che, su sollecitazione dell’opposizione, la maggioranza ha deciso una clamorosa marcia indietro, optando per la liberalizzazione selvaggia di orari e aperture domenicali, in tutti i capoluoghi di provincia. Intesa democratica – prosegue la nota - ha dunque cambiato idea. E questo per il solo fatto che glielo ha chiesto l’opposizione. Un dietrofront inaccettabile che assomiglia troppo a un contentino da bassa politica». Gli imprenditori del comparto hanno ribadito poi «la più ferma contrarietà anche a questa inattesa novità», sottolineando che «vista la libertà assoluta nei capoluoghi, la conferenza dei sindaci chiamata a restringere eventualmente la facoltà delle aperture domenicali sceglierà di non intervenire, con la conseguenza di un’apertura selvaggia, voluta dalla maggioranza e dall’opposizione. Siamo curiosi – si sono chiesti infine quelli della Confcommercio - di vedere come verrà spiegato alle associazioni di categoria, ai sindacati, alla Chiesa, ai consumatori, contrari a questa filosofia, il perché si sia arrivati a tanto, unici in Italia». Infine il parere del segretario regionale della Fisascat-Cisl, Paolo Duriavig. «Le motivazioni che stanno alla base della scelta portata avanti dall’assessore Bertossi e dal presidente Illy, con un’ostinazione fuori dal comune – ha detto - non ci convincono. Non creano maggiore occupazione stabile, non rilanciano i consumi stagnanti anche nella nostra regione, non garantiscono una migliore qualità del servizio al consumatore. Viene dunque spontaneo chiedersi – ha proseguito - in seguito alle ultime vicende, come del resto si chiedono molti degli addetti ai lavori del settore del commercio, nell’interesse di chi stiano amministrando i politici eletti in regione». u.sa. |