26/7/2006 ore: 10:39

Trento. Aree A22: 90 posti a rischio

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    marted? 25 luglio 2006

    Pagina 7 - Economia


    Cgil, Cisl e Uil: nei bandi di gara nessuna garanzia. Verso lo sciopero dei carburanti

      Aree A22, 90 posti a rischio
        I sindacati attaccano Willeit e si appellano a Dellai

        di Mattia Eccheli
          TRENTO - I sindacati ce l'hanno con il presidente Ferdinand Willeit (?prepotente?, ?pensa di essere onnipotente? e ?un po' miope?) ma ? ad un altro presidente, Lorenzo Dellai, che si rivolgono per difendere la novantina di posti di lavoro a rischio nelle aree di servizio dell'A22. La voce ? quella di Ezio Casagranda della Cgil: ?Deve dire qual ? la sua posizione sugli appalti dell'Autobrennero - attacca - deve fare scelte forti e, se necessario, ritirare i consiglieri di amministrazione?. Perch? Dellai in questo momento rappresenta due degli azionisti di riferimento nell'A22: la Regione e la Provincia Autonoma di Trento. Come Willeit, Dellai, almeno finora, non ha risposto. Per Cgil, Cisl e Uil, che ieri mattina in via Muredei hanno presentato le loro posizioni, anche se la gestione dell'autostrada ? privata, le concessioni e gli interessi sono pubblici come conferma la ripartizione del capitale sociale. ?Il messaggio deve essere chiaro - insiste Casagranda - o Willeit rispetta i lavoratori oppure verr? messo in minoranza?.

          La vicenda degli appalti per le aree di servizio dell'A22 (23 in tutto, di cui 4 in Trentino) che, denunciano le tre sigle confederali, non prevedono alcuna tutela o garanzia per i lavoratori, ? esemplificativa di una gestione finalizzata esclusivamente al profitto. ?Willeit - rincara Casagranda - fa capire che i guadagni vengono prima di tutto e che i diritti dei lavoratori costerebbero fra il 4 ed il 10% degli introiti? cio? le royalties sui 300 milioni di euro di giro d'affari delle aree. ?Ma non ? accettabile - spiegano i sindacati (ci sono anche Walter Largher per la Uil e Giovanni Zambelli per la Cisl) - che nella logica degli appalti al massimo ribasso l'unica voce per ridurre i costi sia quella del lavoro?.

          Assieme a Gabriele Gugliemi della segreteria nazionale Filcams, i sindacati lamentano l'assoluta mancanza di garanzie per i 250-300 lavoratori impegnati nelle aree A22: n? sul fronte contrattuale n? sul fronte occupazionale. Una novantina i posti a rischio se non si interverr? per tempo a modificare i capitolati d'appalto. ?La politica non si pu? dividere - ironizza Casagranda - perch? la mattina assicura nei convegni che gli appalti devono rispettare il lavoro e che le aziende devono svolgere un ruolo sociale mentre nel pomeriggio ragiona in termini di solo profitto nei consigli di amministrazione. Dellai faccia sentire la propria voce?. Willeit ha risposto picche alla recente richiesta di un incontro per affrontare il problema del ?massimo ribasso sulla sola pelle dei lavoratori? che, tra l'altro, nemmeno l'Unione Europea considererebbe molto valida essendosi espressa per l'assimilazione degli appalti alla cessione di ramo d'azienda. Cgil, Cisl e Uil non escludono clamorose forme di protesta e il blocco dell'erogazione del carburante ? solo una di queste. Gugliemi chiarisce che la vertenza ? estesa a tutte le province sulle quali gravita l'A22 anche se il pacchetto di maggioranza ? in Trentino Alto Adige.