12/3/2004 ore: 12:33

Trento. Accusa alle imprese di pulizia

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12 marzo 2004

Economia (pag.9)

Accusa alle imprese di pulizia

    TRENTO

    Alle lavoratrici delle imprese di pulizia che operano nella provincia di Trento non è mai stato riconosciuto il diritto ad avere un contratto integrativo territoriale.

    “Esiste una piattaforma sindacale – ricorda il segretario generale della Filcams Cgil del Trentino Ezio Casagranda – che abbiamo presentato a gennaio, riproponendo le richieste che avanziamo ormai da parecchi anni. Ma ancora una volta i rappresentanti delle imprese si sono rigorosamente sottratti al confronto”.

    Della situazione trentina si sono interessate proprio in questi giorni le segreterie nazionali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti, attraverso una lettera inviata lo scorso 3 marzo alla Fise (Federazione Imprese Servizi) di Roma ed all´Associazione Industriali di Trento.

    Nel documento la Fise viene accusata “di sconsigliare l´avvio del negoziato territoriale”, disattendendo quanto contenuto all´articolo 58 del CCNL Imprese di pulizia e multiservizi in materia di contrattazione. In questo modo, scrive il sindacato nazionale, “questo settore continuerà ad essere caratterizzato dalle presenza di imprenditori non proprio illuminati e di cooperative spurie”.

    Secondo Ezio Casagranda “questa vicenda conferma il degrado in cui è ridotto il sistema degli appalti in Trentino, dove la continua rincorsa alla riduzione dei costi si traduce in una sistematica opera di compressione dei salari, dei diritti e della dignità di chi lavora. Contrastare questa deriva significa richiedere l´applicazione di un capitolato d´appalto tipo su scala provinciale, mentre per quanto riguarda le lavoratrici delle pulizie è nostro dovere attuare tutte le iniziative di pressione per conquistare finalmente il tavolo di trattativa”.

    Tra le aziende che hanno ottenuto i maggiori appalti in provincia spiccano Pedus, Miorelli, Pulinet, Pulicoop e Palmar. In Trentino il settore pulizie occupa circa 3000 dipendenti, che guadagnano mediamente non più di 6 euro all´ora.