24/11/2005 ore: 12:03
Torino. I supermercati del futuro? Più piccoli e in centro città
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Pagina XVI - Torino Si punta a ridistribuire meglio i pesi tra i diversi settori del commercio L´obiettivo è di approvare il piano entro il 31 marzo 2006, data in cui scade lo stop alle autorizzazioni per l´apertura di nuovi centri. Moratoria che era stata concessa a luglio per mettere un freno al moltiplicarsi di shopville. Ieri se ne discusso in un seminario, organizzato dalla Regione e dal Politecnico, sugli "Scenari territoriali del commercio", dove si è anche analizzata la situazione del settore in Piemonte. Una delle principali novità della nuova programmazione sarà il giro di vite sui mega poli nelle zone periferiche delle città, «perché esistono già molte strutture e perché vorremmo valorizzare al massimo il commercio nelle aree urbani, sia nel centro sia nella semiperiferia», spiega Caracciolo. In più una concentrazione di ipermercati nelle aree marginali non è funzionale alle esigenze dei clienti. «Meglio invece riequilibrare la distribuzione dei punti vendita, puntando su supermercati di media grandezza, intorno ai 4.500 metri quadri, dislocati in zone più centrali - aggiunge l´assessore - più facilmente raggiungibili, sfruttando la riconversione di vecchi siti, a partire da quelli industriali». Altro punto fondamentale sono i centri commerciali naturali: insieme di negozi e vie che offrono, in competizione con la grande distribuzione, un servizio coordinato agli utenti, anche in zone centralissime delle città. Una formula che in Piemonte, tranne rare eccezioni, è ancora al palo. «L´obiettivo è di favorirne la crescita, coinvolgendo le associazioni dei commercianti, intervenendo sulla viabilità e il traffico, spingendo affinché i negozianti collaborino e lavorino insieme» aggiunge Caracciolo. In realtà, guardando i numeri e nonostante la contrazione delle vendite, i piccoli esercizi continuano ad aumentare, anche se con un´intensità inferiore rispetto ai cinque anni precedenti. Nel 2004, secondo l´Osservatorio regionale, si contano 922 nuovi negozi in Piemonte, con un tasso di crescita dell´1,5 per cento. Un balzo in avanti trainato dal settore non alimentare (+791) e dalla ripresa degli esercizi misti, i bazar, che per la prima volta dopo oltre vent´anni tornano a svilupparsi. «Ormai non si tratta più di un effetto della liberalizzazione, ma di un trend consolidato», prosegue Caracciolo. Accanto ai piccoli, però, crescono i grandi e rallentano le medie strutture, quelle a cui la Regione vorrebbe dare impulso. Sono dieci i nuovi centri commerciali che hanno aperto i battenti nel 2004, con una crescita di superficie pari ad oltre 37 mila metri quadri. Sono invece 25 in meno i piccoli supermercati in Piemonte, anche se la superficie, 7.340 metri quadri, nonostante il calo dei punti vendita è lievemente cresciuta. |