5/7/2005 ore: 12:13
Tfr, anche Confindustria dice no
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Pagina 33 - Economia "Le imprese sono penalizzate" Una unità di intenti che tende a contrapporsi ad una politica distratta, autoreferenziale: «In questi giorni - ha detto Montezemolo con chiaro riferimento al congresso dell´Udc e all´assemblea di An - vedo una politica molto lontana dai problemi del Paese, mentre ci sarebbe bisogno di mettere l´economia al centro dei problemi». L´economia produttiva, però. «Siamo diventati - ha infatti nuovamente denunciato il leader degli industriali - il Paese con la più alta incidenza della rendita sul Pil. Eravamo un Paese fondato sul lavoro, ora stiamo diventando il Paese della rendita, il Paese delle professioni, il Paese delle caste. Ecco perché abbiamo bisogno di concorrenza e che non si premi solo chi si mette a fare rendita ma chi fa l´imprenditore». La Confindustria non aveva ancora commentato il decreto sulla previdenza integrativa. Nel weekend è stato esaminato, ed è arrivato il pollice verso: «L´unico punto ad essere stato chiarito sembra essere quello del funzionamento del meccanismo del silenzio assenso. Una soluzione del tutto insoddisfacente è quella data al tema delle compensazioni finanziarie. Perché - ha insistito Montezemolo - la destinazione del Tfr non dovrà comportare alcuna penalizzazione per le imprese». Per questo va ridotto il costo del lavoro, attraverso la fiscalizzazione degli oneri impropri. Male, invece, la strada della deducibilità dal reddito di imprese perché ha effetti molto limitati. Mentre vanno nella giusta direzione sia l´esonero dei contributi al fondo di garanzia per il Tfr, sia l´istituzione del fondo per favorire l´accesso al credito. |