5/6/2002 ore: 12:15
Tempi ancora lunghi per la sanatoria colf
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Tempi ancora lunghi per
la sanatoria colf
ROMA. In campagna elettorale
Umberto Bossi e Gianfranco Fini
avevano promesso ai loro elettori
una legge più severa contro gli immigrati
irregolari. Con il secondo
sì votato ieri dalla Camera al Ddl
che modifica la Turco-Napolitano
e la probabile approvazione definitiva
del provvedimento al Senato
entro giugno quella promessa, almeno
sulla carta, sta per realizzarsi.
Più difficile è, invece, prevedere
se l’obiettivo principale della
nuova legge, che è quello di consentire
l’ingresso sul suolo italiano
solo a quegli immigrati provvisti
di regolare contratto di lavoro, verrà
raggiunto e in quale misura verrà
raggiunto.
C’è già chi, nell’opposizione, è
convinto che si tratti di una legge
ideologica difficile da applicare e che
produrrà, alla fine, un aumento dei
clandestini. È quanto dice Piero
Fassino, segretario dei Ds, che giudi-ca
significativo il fatto che la legge
sia stata criticata «anche dalla Conferenza
episcopale italiana e dalla Confindustria». Livia
Turco, diessina, autrice della
legge n.40 parla di «inganno» perché
«saranno pochissimi gli immigrati
che riusciranno ad entrare aggirando
tutti gli sbarramenti diretti
e indiretti che la legge pone». La
relatrice del provvedimento Isabella
Bertolini (Forza Italia) sottolinea
però la «nuova filosofia» di
cui si fa portatrice la Bossi-Fini
che innova rispetto al buonismo
del Centro-sinistra e che contiene,
comunque, una rete di tutele.
Tuttavia, mentre nella maggioranza
si placano i toni dello scontro
tra Udc e Lega sull’emendamento
Tabacci per l’emersione dei lavoratori
stranieri nell’industria, si
aprono nuovi interrogativi sull’applicabilità
della legge che, una volta
approvata, richiederà altri adempimenti
e forse anche la messa a
punto di un regolamento. Per le
richieste dei lavoratori extracomunitari
dovranno essere creati, ad
esempio, sportelli nelle prefetture
in capo ai prefetti. A loro spetterà
verificare se per le qualifiche richieste
non vi sia un’offerta di lavoro
da parte di un cittadino italiano
e, cosa ben più difficile, se non
vi siano discendenti di italiani residenti
all’estero pronti a coprire la
stessa posizione. Anche i consolati
e le ambasciate dovranno trasformarsi
in uffici di collocamento. Su
questo aspetto si registra una certa
preoccupazione da parte della Farnesina
per la mancanza di risorse
adeguate. Si prevede l’assunzione
di 80 contrattisti ma l’assunzione
durerà solo 18 mesi.
Per quanto riguarda la minisanatoria
per colf e badanti prevista
all’articolo 33 sotto il titolo "dichiarazione
di emersione di lavoro irregolare"
non è certo che possa diventare
operativa prima dell’estate. La dichiarazione
di emersione andrà fatta per posta dai datori
di lavoro entro due mesi dall’entrata in
vigore della legge con l’attestazione
del pagamento di tre mesi di contributi
sull’importo denunciato. Nei venti
giorni successivi alla ricezione
della dichiarazione la prefettura accerterà
se vi siano motivi ostativi
al permesso di soggiorno (l’immigrato
ha precedenti penali o è segnalato).
Se l’accertamento è positivo
nei dieci giorni successivi la
prefettura invita le parti a stipulare
nei propri uffici il contratto di lavoro.
Non è ancora chiaro se, per i
dettagli dell’operazione, servirà attendere
il regolamento di attuazione.
Diventeranno, invece, operative
subito alcune norme penalizzanti
nei confronti degli imprenditori
quale ad esempio il comma 12
dell’articolo 18 secondo il quale il
datore di lavoro che occupa lavora-tori
stranieri privi del permesso di
soggiorno o con permesso scaduto
è punito con l’arresto da tre mesi
ad un anno e con l’ammenda di
5mila euro per ogni lavoratore impiegato.
GERARDO PELOSI