7/4/2004 ore: 10:09
Tasse, scontro Ulivo-maggioranza
Contenuti associati
| MERCOLEDÌ 7 APRILE 2004 |
| Pagina 26 - Economia | |
|
D´Alema: "La proposta del governo sull´Irpef è un rafforzamento di privilegio di censo" Tasse, scontro Ulivo-maggioranza Slitta la riforma delle pensioni
ROBERTO PETRINI
Getta sul tavolo una nuova proposta intanto Giuseppe Vitaletti, consigliere di Tremonti: escludere dall´imponibile Irpef - una volta raggiunta quota 23-33% - il reddito da affitto e introdurre una nuova aliquota unica attribuendo il gettito ai Comuni. Prudente il ministro per le Politiche Comunitarie Buttiglione: «Non sono contrario al taglio delle tasse ma ricordiamo che siamo in Europa e non negli Usa: se non investiamo in ricerca, la gente con i soldi risparmiati sulle tasse comprerà solo merci cinesi e questo non porterà sviluppo». In tarda sera lo scontro è continuato a Ballarò dove si è tenuto un confronto all´acido muriatico tra il ministro dell´Economia Tremonti (Lei è noioso!», «Ha un futuro da cabarettista») e Massimo D´Alema («Lei è irresistibile...», «Gli italiani non sono governati ma in compenso si fanno un sacco di risate»). Duello verbale a parte, Tremoni ha confermato le sue posizioni. «Sulle tasse non ci sono decisioni - ha detto - stiamo identificando ipotesi diverse. La riduzione delle tasse funziona solo se è coperta da tagli della spesa, se è fatta in deficit non è credibile. Comunque - ha assicurato - non saranno tagliate le spese per sanità, servizi sociali e sicurezza». Tremonti è tornato sulla necessità di una «scossa» all´economia aggiungendo che la spinta «non sarà solo fiscale ma più articolata e più organica». Replica di D´Alema: «Pronti a discutere sulla scossa, ma qui ci sono solo fumose promesse elettorali». Lamberto Dini, anch´egli a Ballarò ha aggiunto dosi di scetticismo sulla possibilità di raggiungere le due aliquote promesse da Berlusconi: «Costano troppo, aumenteranno i tassi e arriverà il declassamento». Ed ancora: «La sola tassa che avete abolito è quella di successione». Nel pomeriggio dalla platea degli Stati generali dei Ds il segretario Fassino aveva già contrattaccato: «Proponiamo di distribuire i 6 miliardi che il governo ha ipotizzato secondo criteri diversi: un aumento del reddito netto disponibile di 800 euro all´anno per tutte le famiglie con un reddito complessivo netto inferiore ai 2.000 euro mensili». Il pacchetto fiscale della Quercia, che fa perno su una riduzione Irpef per i redditi medi e l´esenzione per i bassi, prevede inoltre la restituzione del fiscal drag; mentre per le imprese propone due aliquote Ires al 23 e al 33 per cento oltre ad una deduzione Irap uguale per tutte le piccole aziende. Il centrosinistra insiste anche sulla fiscalizzazione degli oneri sociali sui salari più bassi: l´ha proposta ieri l´ex ministro del Tesoro Visco il quale ha ricordato che il governo dell´Ulivo ha eliminato 24 tasse e ridotto il peso per 70-80 miliardi di euro. Sulla stessa lunghezza d´onda Francesco Rutelli che si è detto «disponibile al dialogo» sulla riduzione «graduale» delle tasse a patto che «non si tocchi la spesa sociale». Sullo sfondo del dibattito sul fisco si muovono intanto gli altri tasselli della politica economica: a sorpresa l´esame in aula della delega previdenziale, previsto per il 19 aprile, slitta a data da destinarsi. Mentre il varo delle deleghe economiche a Fini e il potenziamento del dipartimento di Palazzo Chigi dovrebbe trovare una soluzione dopo la Pasqua: «La questione sarà risolta», ha assicurato Tremonti. |