14/2/2002 ore: 9:56

Sulla delega il Governo cerca una mediazione

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Sulla delega il Governo cerca una mediazione
Li.P.
ROMA - Il Governo ? in cerca di un accordo con le parti sociali sull'articolo 18. Ieri il ministro del Welfare, Roberto Maroni, ha ripreso in mano la partita incontrando i leader della Uil e della Cisl, Luigi Angeletti e Savino Pezzotta, per mettere a punto una strategia di disgelo anche alla luce del mutato quadro di rapporti tra i sindacati. In realt? a mutare ? anche il quadro politico di rapporti nella maggioranza. Alleanza nazionale e i centristi spingono, ormai sempre pi? apertamente, per creare le condizioni di un accordo con il sindacato, o con una parte di esso, e anche nella Lega si sono fatti sentire i primi segnali di nervosismo. Decisivo sar? il Consiglio dei ministri di oggi, durante il quale Maroni porr? il tema dell'articolo 18 e della gestione del Welfare nel negoziato con i sindacati. Ma gi? ieri, al protagonismo di An, Maroni (che ha incontrato anche il numero uno del Carroccio Bossi) ha risposto non solo incontrando i leader di Cisl e Uil ma lanciando segnali anche alla maggioranza. In un vertice alla commissione Lavoro del Senato ha espressamente detto che il Governo sta cercando una soluzione anche sul terreno dell'articolo 18. ?Il dialogo ? aperto e io sono ottimista?, ha detto Maroni uscendo dopo aver rassicurato le varie "anime" della coalizione rappresentate in commissione, dove oggi cominciano le votazioni sulla delega-lavoro (che contiene anche le nuove misure sui licenziamenti). A dare una accelerazione al lavorio diplomatico, gi? in corso da settimane, ? stata la relazione di Savino Pezzotta (approvata all'unanimit? dal parlamentino Cisl) in cui si aprono ampi spazi di dialogo e confronto con il Governo, a patto che ?si tolga? l'articolo 18. Non viene mai usata la parola stralcio nel testo ma la Cisl non ha comunque mutato posizione sul ?no? alle modifiche sui licenziamenti anche se "apre" su molti altri temi. A cominciare dallo Statuto dei nuovi lavori, su cui si ? anche discusso molto ieri in un incontro organizzato da An a cui hanno partecipato anche rappresentanti di Cisl e Uil e di Confindustria (si veda l'articolo in basso). Un confronto sullo Statuto dei nuovi lavori, a patto che si congeli l'articolo 18, ? la soluzione a cui pensa parte del mondo politico e sindacale (in particolare la Cisl), ma la strada non ? affatto in discesa. Cos? come non ? in discesa quella che punta a un'intesa sui licenziamenti al tavolo sul Mezzogiorno. Sono comunque queste le ipotesi a cui si sta lavorando per non lasciare che il fronte sindacale si ricompatti sulle lotte contro il Governo sulle deleghe lavoro e pensioni. Intanto due sono gli appuntamenti clou che aspettano imprese e sindacati: quello del 22 febbraio a Torino in cui si parler? di assetti contrattuali e relazioni industriali; quello del 26 febbraio in cui Maroni ha convocato le parti sulla societ? europea, cio? sulla partecipazione dei lavoratori all'impresa. E mentre la Uil tenta di ricucire un'unit? di rapporti sindacali sembra non imminente un incontro tra Cofferati, Pezzotta e Angeletti, sollecitato con una lettera dallo stesso leader Cgil. Ma ieri la frattura sindacale si ? riproposta nel primo incontro al ministero del Welfare sul collocamento pubblico. A un primo giudizio sostanzialmente positivo ma, in attesa di verificare i contenuti, di Cisl e Uil si ? contrapposto quello fortemente negativo della Cgil. ?Il testo si qualifica come una vera e propria istigazione a delinquere - ha commentato il segretario confederale della Cgil, Beppe Casadio - un potente incentivo alla illegalit? e al lavoro nero?. Il riferimento ? all'abolizione della comunicazione Inail delle assunzioni. Una presa di posizione a cui ha subito replicato il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi: ?La ridicola aggressione della Cgil nei confronti di una bozza di decreto legislativo aperta al contributo delle parti sociali conferma l'atteggiamento pregiudiziale di questa confederazione?.

Gioved? 14 Febbraio 2002