9/6/2005 ore: 11:36
Sui contratti vertice tra i leader
Contenuti associati
Sui contratti vertice tra i leader « Non è la priorità » , ripete Epifani ma la tesi della Cgil sulla riforma dei contratti è che il Governo usa la revisione dell'accordo del ' 93 « come un cavallo di Troia per mettere in difficoltà il sindacato » , ha spiegato Marigia Maulucci. Al di là delle suggestioni omeriche, le difficoltà nel sindacato e con le imprese ci sono, al netto dei tentativi dell'Esecutivo. Ma anche in Cgil c'è chi— come i segretari confederali Nicoletta Rocchi e Achille Passoni — pensano che sia un errore non cercare un'intesa con Cisl e Uil. « Il sindacato si rafforza se presenta una proposta unitaria al Governo, non se si nega al confronto » , commenta il leader della Cisl, Savino Pezzotta. Ma sulla riforma dei contratti il dibattito coinvolge anche gli economisti della Voce. info: l'ultimo intervento sul sito è stato del presidente del Sole 24 Ore, Innocenzo Cipolletta. La proposta più gettonata, quella di una contrattazione decentrata per distribuire la produttività lì dove si forma presuppone — a giudizio di Cipolletta — il mantenimento di un contratto centrale e l'estensione a tutte le imprese della contrattazione decentrata. « In questi termini, rappresenta un aggravio di contrattazione e determinerebbe un aumento del costo del lavoro dove la contrattazione aziendale non è obbligatoria » . Come si può arrivare a una riforma senza aggravio di costi? « C'è una sola via sensata, una modifica sostanziale della contrattazione nazionale che dovrebbe riguardare solo il salario minimo comune a tutti i lavoratori e la cui variazione annuale ( per garantire il potere d'acquisto) non dovrebbe aggiungersi ma essere assorbita dagli eventuali aumenti contrattuali negoziati a livello aziendale dove si realizzano effettivamente gli incrementi di produttività e/o di redditività» . Sensata ma impraticabile come ammette lo stesso Cipolletta: « Dubito che ci siano oggi le condizioni, mi chiedo se questa sia la cosa più urgente per ridare competitività al sistema. Se così non fosse, occorre valutare il rischio di creare tensioni di cui non si sente il bisogno. Basti ricordare quello che è avvenuto con il tentativo di modifica dell'articolo 18 » . |