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Standard & Poor's: «Giù il debito o bocciamo l´Italia»
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marted? 11 aprile 2006
Pagina 27 - Economia
?Gi? il debito o bocciamo l?Italia?
Standard & Poor's avverte il futuro governo. Avanza Piazza Affari
Ma Moody?s sdrammatizza: non ci sar? alcun impatto sul nostro giudizio ROBERTO PETRINI
ROMA - Standard & Poor?s invita il nuovo governo, ad urne appena chiuse e quasi percependo il rischio-pareggio, ad affrontare subito la questione dei conti pubblici. L?agenzia modific? il nostro outlook (cio? le prospettive sul rating) nell?agosto dello scorso anno in pieno ?cartellino rosso? assegnato all?Italia da Bruxelles per lo sforamento del defcit-Pil. Nel febbraio scorso avvert? le coalizioni in lizza per il governo del paese, minacciando un declassamento, dall?attuale livello di ?AA-?, in caso di mancata attuazione di un programma di riduzione del debito e del deficit. Ieri ? tornata alla carica con determinazione: ?Nessun effetto immediato - ha ammonito una nota dell?agenzia - , ma se dopo le elezioni non ci saranno segni di una sostenibile e coerente strategia di riduzione del debito pubblico il rating a lungo termine potrebbe essere abbassato quest?anno?.
Meno minacciosi i giudizi di Moody? e Fitch, le altre due grandi agenzie di rating internazionali. ?Nessun impatto immediato sul rating, ? ancora presto per giudicare?, ha commentato a caldo Pierre Cailleteau di Moody?s il quale ha aggiunto che vorr? avere conferme ?sulla forza dei partiti interni alla coalizione?. Anche da Fitch ? emersa ?preoccupazione per i conti pubblici? ma, secondo il senior director Brian Coulton, non c?? nell?immediato ?nessuna decisione sul rating sulla base del risultato delle elezioni?.
Il messaggio dei mercati si ? fatto sentire anche attraverso la Borsa che ha chiuso prima che si profilasse il rischio-pareggio: il Mibtel ? cresciuto dopo i primi exit poll delle 15 portandosi dallo 0,44 all?1,04 per cento della chiusura. Stabile, invece, dopo gli exit poll il differenziale tra Btp e bund a 30 punti base come venerd? scorso.
Al centro dell?attenzione degli osservatori resta la questione dei conti pubblici che dovr? inevitabilmente essere oggetto delle prime mosse del nuovo governo. Nei giorni scorsi la Trimestrale di cassa ? stata oggetto di un braccio di ferro tra Cdl e Ulivo, il documento ? arrivato in ritardo ma non ha convinto l?intero schieramento del centrosinistra: il deficit-Pil ? stato portato per il 2006 dal 3,5 al 3,8 per cento, ma la stessa Ragioneria generale dello Stato stimava una cifra di oltre il 4 per cento e i Ds arrivavano fino al 4,5 per cento. Il debito ? addirittura schizzato al 108 per cento del Pil in crescita per il secondo anno consecutivo.
Quello che ? certo che il nuovo governo dovr? effettuare subito un nuovo test sui conti pubblici in grado di raggiungere un risultato condiviso. Il programma dell?Unione prevede, ad esempio, una immediata ?due diligence?, condotta con l?ausilio di tecnici di organismi internazionali, come Fmi. Comunque vadano le cose il governo che sar? in carica dovr?, entro il 30 giugno, come stabilito dalla legge, presentare il Dpef e farsi carico della manovra 2007 ancora vincolata agli obiettivi di rientro sotto il 3 per cento del deficit-Pil imposti dall?Europa.
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