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Siracusa. Lavoratori del settore turistico oggi sciopero

Siracusa
Lavoratori del settore turistico oggi sciopero, lunedì assemblea
Si mobilitano i lavoratori del settore turistico dei sindacati Filcams-Cgil, Fisacat-Cisl e Uiltucs-Uil. Oggi infatti sciopereranno in provincia, come nel resto d'Italia, per sostenere la vertenza per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro. Il vecchio contratto è scaduto 15 mesi fa e dopo 10 mesi di trattative non è stato ancora raggiunto alcun accordo. «Oggi – scrivono in un comunicato Di Priolo, Carasi e Sastri, segretari provinciali di Filcams, Fisacat e Uiltucs – scioperiamo per respingere le resistenze delle controparti, responsabili di avere introdotto nella trattativa pesanti difficoltà, di non aver risposto compiutamente alle richieste della piattaforma sindacale, presentando invece pesanti proposte di modifica della struttura normativa del contratto». Fine principale della mobilitazione, secondo le dichiarazioni dei tre sindacalisti: «Dare un nuovo impulso al negoziato per garantire ai lavoratori del settore, un rinnovo dignitoso del contratto sia per la parte economica che per quella normativa». Lo scontro fra sindacato e imprenditori è particolarmente aspro sul fronte della flessibilità del lavoro. «Denunciamo con forza – sostengono i sindacati – la strumentalità delle posizioni sostenute dalle controparti, che già ora operano in uno scenario di forti precarietà, fatto di stagionalità, e di rapporti part-time che risultano in percentuale oltre il doppio di quelle registrate nel complesso delle restanti attività economiche». Lunedì prossimo, intanto, si svolgerà l'assemblea sindacale nazionale del settore turistico; un'occasione per fare il punto sulla vertenza e per indire ulteriori scioperi e manifestazioni a livello nazionale. Il settore in sciopero comprende i lavoratori di alberghi, sale bingo, campeggi, agenzie di viaggio, villaggi vacanze, pubblici esercizi, ristorazione, mense. In Sicilia la categoria conta complessivamente un milione e mezzo di dipendenti diretti (escluso il lavoro nero che è considerato superiore al 20%). Il settore a livello regionale ha un fatturato di oltre 150mila miliardi di lire e dà un contributo PIL nella misura del 12%.
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