23/11/2004 ore: 10:05
Sindacati e Terzo settore: il governo impoverisce le famiglie
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martedì 23 Novembre 2004 Sindacati e Terzo settore: il governo impoverisce le famiglie Va da sé che sulle politiche sociali la Finanziaria sia quantomeno «deludente», è poi «falsa» «perché non ha nessuna base reale» ed è «offensiva» perché taglia le tasse ai ricchi confidando nella loro «attitudine» alla beneficenza. La bocciatura è corale, Cgil, Cisl, Uil e il Terzo settore individuano per questo anche un «fronte sociale» per lo sciopero generale di martedì prossimo e chiedono che il governo si adoperi per prevedere adeguati livelli di assistenza, l’aumento del Fondo per le politiche sociali e di quello per la non autosufficienza oltre provvedimenti contro la povertà. Le richieste sono contenute in documento illustrato ieri dai segretari confederali Achille Passoni (Cgil), Adriano Musi (Uil) e Annamaria Furlan (Cisl) e dal portavoce del Forum del Terzo settore Edoardo Patriarca. «Questa è la quarta finanziaria che taglia: 10 miliardi in meno alla sanità, il che porta ad una sottostima del fabbisogno del settore», ha denunciato Passoni a dimostrazione di quanto siano fondate le critiche che il sindacato e la società civile muovono alla manovra. Sono «tagli giganteschi», che colpiscono gli interventi a favore delle famiglie che vivono nel disagio economico, «mettendo in difficoltà gli enti locali, i maggiori finanziatori del welfare». «Il governo - ha aggiunto il segretario confederale Cgil - non ha un’idea della politica economica se non in funzione elettorale». La Finanziaria, quindi, «va cambiata» e «può essere cambiata». Anche Musi ha osservato che «l’unica chiave di lettura - per il governo - è la necessità del pareggio di bilancio» ed ha definito «offensiva» l’idea di ridurre le tasse a chi guadagna di più «nella speranza che poi questi contribuenti facciano più beneficenza. Preferiamo la solidarietà e il rispetto dei diritti di cittadinanza alla beneficenza», ha detto. Nel documento, sindacati e Terzo settore, hanno sottolineato come il finanziamento del Fondo nazionale per le politiche sociali scenda da quasi un miliardo e 900 milioni di euro dell’anno in corso, a circa un miliardo». La richiesta è che venga raddoppiato e che rapidamente si vada alla costituzione di un Fondo per la non autosufficienza «che rappresenta uno strumento concreto di sostegno alle politiche per le famiglie». Ancora: «con la fine della sperimentazione del Reddito minimo d’inserimento e l’avvio solo virtuale del Reddito di ultima istanza, insufficientemente finanziato», non vi sono più strumenti concreti per contrastare la povertà. E non si può coltivare l’illusione che sia solo il mondo del volontariato a farsene carico: «Il terzo settore - ha chiarito Patriarca - deve affiancare e potenziare l’intervento pubblico, non sostituirlo». |