23/6/2003 ore: 11:36
Sindacati e Confindustria chiedono un vertice sul Dpef
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domenica 22 giugno 2003 Pagina 6 - Economia |
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La prossima settimana anche l´incontro tra il premier, Tremonti e Maroni sulla riforma previdenziale Sindacati e Confindustria chiedono un vertice sul Dpef Lettera a Berlusconi. Venerdì la verifica di governo
Le parti sociali inviano a palazzo Chigi il patto sulla competitività: "Puntare su formazione, Sud, ricerca e infrastrutture" BARBARA JERKOV
La questione del depotenziamento di Tremonti chiesto da An e Udc in nome di una maggiore «collegialità», si avvia a un compromesso che assomiglia tanto a una vittoria del superministro. Niente rafforzamento del dipartimento economico di Palazzo Chigi, come sperava Fini, ma avvio di una «cabina di regia» coordinata dal vicepremier, senza però alcun potere di surroga nei confronti di Tremonti, il quale da via XX Settembre continuerà dunque a dettare le linee della politica economica dell´esecutivo. Del resto, Berlusconi ha confermato a Tremonti tutta la sua fiducia e il superministro ha ricambiato, impegnandosi a portare avanti, nonostante il fuoco di sbarramento della Lega, quella riforma strutturale delle pensioni che al Cavaliere sollecitano l´Europa, da un lato, e viale dell´Astronomia, dall´altro. Dall´Economia smentiscono infatti le voci di un compromesso basato sul ritorno al divieto di cumulo fra redditi da lavoro e redditi da pensione: un disincentivo di fatto, oltretutto compatibile con la delega di Maroni, tutt´ora ferma in Parlamento. Invece niente, sembra proprio che il premier abbia intenzione di voler imboccare la linea dura, a costo di sfidare Bossi come, del resto, ha già fatto l´altro giorno da Salonicco, quando ha detto chiaramente che l´immigrazione non è in cima ai problemi del governo, checché ne pensi la Lega. «La verifica vera e propria», insiste il centrista Follini, il cui Udc ha posto a Berlusconi richieste programmatiche precise su scuola, ricerca, famiglia, Mezzogiorno, «sarà la Finanziaria». La Finanziaria, certo. Ma prima ancora il Dpef, le cui previsioni di crescita potrebbero, realisticamente, essere ulteriormente tagliate: sotto l´1,1% per il 2003 e dal 2,9% del programma di stabilità, a non oltre il 2% per il 2004. In una lettera al premier, Confindustria, Cgil, Cisl e Uil indicano a loro volta quattro priorità (politiche per la ricerca, la formazione, le infrastrutture e il Mezzogiorno) in vista proprio del documento di programmazione. Non è affatto un caso se queste richieste coincidono perfettamente con quelle dei centristi della Cdl, che già da tempo hanno sottratto a Forza Italia il ruolo di interlocutore privilegiato di viale dell´Astronomia, e ad An quello di area politica di riferimento sui temi delle politiche sociali. |