Sifalberghi, ricavi all'insù ma camere meno piene
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ItaliaOggi (Turismo) Numero 137, pag. 14 del 11/6/2003
Un fatturato aggregato di 116,6 milioni di euro nel 2002, in leggera crescita rispetto ai 115,2 milioni dell'anno precedente. Sifalberghi, joint venture italo-francese tra Accor e Ifil, la finanziaria della famiglia Agnelli, si conferma con questo risultato la terza compagnia alberghiera in Italia. Attualmente le strutture sono 29, per un totale di 4.327 camere su 18 destinazioni, con i marchi internazionali Sofitel, Novotel, Mercure e Ibis. L'utile netto è stato di 4,8 milioni, in calo rispetto ai 5,3 milioni conseguiti nel 2001. Una discesa, spiega la società, dovuta in buona parte agli oneri finanziari e ai costi diretti sostenuti per lo sviluppo di nuove strutture. Nel 2002 sono stati aperti tre nuovi alberghi: un Novotel a Torino, un Mercure a Roma in gestione diretta e un Mercure a Napoli in management e franchising. Quest'anno saranno completati cinque nuovi hotel. I risultati economici dell'esercizio mostrano un rafforzamento patrimoniale: a fine 2002 i mezzi propri ammontavano a 29,3 milioni di euro, in crescita di oltre due milioni rispetto a un anno prima. Una solidità patrimoniale, sottolinea la società, su cui si è fatto leva negli ultimi anni per sostenere lo sviluppo in corso di nuove unità alberghiere e il conseguente fabbisogno finanziario. Sullo sfondo emerge tuttavia un contrasto: mentre il numero di strutture passava da 27 a 29 tra il 2001 e il 2002 e il numero di camere cresceva da 4.063 a 4.327, il tasso di occupazione medio degli hotel direttamente gestiti è sceso dal 66,5 al 62,8%. Una flessione che la società minimizza, indicandola come più contenuta rispetto ai dati generali nazionali, ma che in ogni caso è sintomo di difficoltà. È il primo calo da qualche anno a questa parte: l'indice nel 1998 era pari al 62,9%, per poi innalzarsi di un punto percentuale l'anno successivo e raggiungere il 66% nel 2000. Nonostante il momento difficile per il mercato, comunque, Sifalberghi continua a investire e a credere nella ripresa, puntando su localizzazioni primarie, innovazione di prodotto e di concezione del servizio e distribuzione su scala mondiale. Uno sviluppo, spiegano fonti della compagnia, che permetterà a Sifalberghi di consolidare la presenza nelle principali destinazioni italiane, confermando il ruolo primario raggiunto in un periodo di tempo relativamente breve. |