Sicurezza, vigilanti doc
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ItaliaOggi (Economia e Impresa) Numero 149, pag. 13 del 25/6/2003 di Armando Cerrato
Professionalità comprovata per i responsabili e gli addetti alla prevenzione e protezione dai rischi. Il consiglio dei ministri dello scorso 19 giugno ha approvato il decreto che individua le capacità e i requisiti professionali per svolgere questa attività. Secondo la nuova normativa, che riguarda i responsabili e gli addetti sia interni alle aziende che esterni, i requisiti dovranno essere adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative; inoltre sarà necessario essere in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore, e di un attestato di frequenza con verifica dell'apprendimento a specifici corsi di formazione (effettuati dalle regioni e province autonome, dalle università, dall'Ispesl, dall'Inail, dall'Istituto italiano di medicina sociale, dal dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, dalle associazioni sindacali dei datori di lavoro o dei lavoratori e dagli organismi paritetici). I responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione, inoltre, dovranno frequentare corsi di aggiornamento, con cadenza almeno quinquennale, i cui requisiti minimi saranno individuati dalla conferenza stato-regioni. Il provvedimento integra il decreto legislativo 626/94, sanando un contenzioso in sede comunitaria che nel 2001 aveva dichiarato l'Italia inadempiente nei confronti degli obblighi dettati agli stati membri. |