19/11/2002 ore: 10:15
Scuola, 16mila addetti alle pulizie verso il licenziamento
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19 novembre 2002
Spedite ieri le lettere di preavviso. I tagli in Finanziaria non consentono la prosecuzione del servizio. Interessati 2.300 istituti, l’85% al Sud
Scuola, 16mila addetti alle pulizie verso il licenziamento
Angelo Faccinetto
MILANO.
Il «miracolo italiano» promesso
da Berlusconi colpisce ancora.
Quasi 16mila lavoratori impegnati
nei lavori di pulizia in 2.300 istituti
scolastici, soprattutto del Sud, in
queste ore stanno ricevendo le lettere
di preavviso di licenziamento.
Dal primo gennaio - cioè fra poco più
di un mese - non avranno più il posto
di lavoro. E non potranno nemmeno
usufruire della cassa integrazione o
di altri ammortizzatori sociali.
A spedire le lettere - e nello stesso
tempo a denunciare la situazione
- sono state le imprese aderenti ai
consorzi di settore di Legacoop,
Confapi, Confindustria e Confcooperative,
le quattro organizzazioni firmatarie
dei contratti con cui si dava attuazione
ad una convenzione sottoscritta nel
2001 con i ministeri della Pubblica
istruzione, del Lavoro e dell’Economia.
Il motivo? La convenzione prevedeva
l’assunzione a tempo indeterminato,
da parte dei firmatari, di
circa 16mila lavoratori socialmente
utili, sulla base di contratti di durata
quinquennale, la cui attuazione
era vincolata, di anno in anno, allo
stanziamento in Finanziaria delle risorse
necessarie. Ebbene, nonostan
te le segnalazioni - ripetute - da parte
delle imprese e i soliti segnali rassicuranti
giunti dal governo, di questo
stanziamento nella Finanziaria
2003, che pure ha già avuto il via
libera della Camera, non ci sono
tracce. Peggio. Il 7 novembre, a
Montecitorio - è la denuncia delle
quattro associazioni - il governo ha
respinto «senza motivazione» gli
emendamenti all’articolo 25 che
avrebbero consentito di risolvere il
problema. Nonostante fossero stati
presentati tanto dalla maggioranza
quanto dall’opposizione.
Di qui, appunto, la scelta, definita
«dolorosa, ma obbligata», di inviare
le 16mila lettere di prelicenziamento.
Che come conseguenza, oltre alla
cancellazione dei rapporti di lavoro
(oltre ai quasi 16mila assunti sono
a rischio anche più di mille lavoratori
contrattualizzati come collaboratori),
avrà l’interruzione dei servizi di pulizia
nelle scuole. Con gli inevitabili disagi
per circa 800mila tra studenti ed
insegnanti. Soprattutto del Sud.
Visto che proprio qui è concentrato
l’85 per cento dei tagli.
Ma a quanto ammontano i risparmi
che con questa scelta il governo
intende perseguire? Per garantire
la prosecuzione del servizio
per tutto il 2003 - affermano i quattro
consorzi - servono circa 300 milioni
di euro. E per questo hanno lanciato
un appello. Destinatari, Palazzo
Chigi e forze politiche.
Di maggioranza e di opposizione.
«La discussione in Senato - dice Bruno
Busacca, presidente dell’Ancst-Legacoop
rappresenta l’ultima possibilità
di dare uno sbocco positivo alla
vicenda. Altrimenti si rischia un disastro
generale: per i 16mila lavoratori,
per le scuole e per le 100 imprese
che hanno stipulato gli accordi».
In difesa degli addetti alle pulizie
sono scese in campo Cgil, Cisl e
Uil. «Il 2002 rischia di concludersi
molto male per 17mila lavoratori,
una volta socialmente utili ed attualmente
impegnati nei servizi scolastici in
appalto» - affermano i segretari
delle tre confederazioni, Giuseppe
Casadio, Raffaele Bonanni e Fabio
Canapa. Che ribadiscono: «La
legge finanziaria non destina risorse
alla copertura della loro attività
per il 2003, contravvenendo ad impegni
esplicitamente assunti al rifinanziamento
dell’attività delle società in cui sono
operanti i lavoratori ex Lsu».
È dunque «necessario conclude
il sindacato - che il governo
rispetti gli impegni assunti, e
stanzi i fondi in Finanziaria per consentire
la prosecuzione dell’attività
e apra un tavolo per discutere dell’insieme
delle politiche occupazionali
nel settore scolastico».