21/5/2005 ore: 15:45
Sciopero generale, Angeletti rompe il fronte
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I SINDACATI Sciopero generale, Angeletti rompe il fronte «Lo stop? Costa e ha pochi effetti: i lavoratori applichino le regole napoleoniche alla lettera» «La Cgil pensi quello che vuole, ne discuteremo lunedì», taglia corto Angeletti, secondo il quale il sindacato deve trovare forme di lotta più incisive. «Abbiamo già fatto tre o quattro scioperi generali del pubblico impiego, ho perso il conto... E non sono serviti a nulla. Sperare che con un altro si arrivi al rinnovo del contratto per i dipendenti pubblici è una pia illusione. Lo sciopero generale costa solo al lavoratore, ma non ha un ritorno». Il segretario della Uil ha invece una proposta alternativa. «Facciamo per esempio uno sciopero di una o due ore in ogni Regione ogni giorno, se necessario anche per 20 giorni di seguito. Ai lavoratori costa poco, ma ha un forte impatto sulla pubblica amministrazione». Secondo Angeletti, questo tipo di scioperi si potrebbe fare nonostante la legge che regolamenta le agitazioni nei servizi pubblici, perché «sono limitati e a carattere territoriale». Ma il leader della Uil pensa anche ad altre due mosse. La prima: «Diamo indicazione ai tre milioni e mezzo di dipendenti pubblici di applicare alla lettera i regolamenti, che in alcuni casi risalgono al periodo napoleonico. L’amministrazione si fermerebbe e ci si renderebbe così conto che, di norma, sono i lavoratori a farla funzionare, nonostante i mille impedimenti burocratici». La seconda: «Facciamo scioperi intelligenti, bloccando il funzionamento dell’Agenzia delle entrate e degli uffici di riscossione dei comuni». Tutte queste sono «azioni efficaci per ottenere il contratto, senza peraltro creare troppi disagi ai cittadini». Lo sciopero generale nazionale, invece, sarebbe «un’operazione di facciata». Con questa linea Angeletti si presenterà lunedì alla riunione con Epifani e con il segretario della Cisl, Savino Pezzotta e con gli altri dirigenti membri delle segreterie delle tre confederazioni. La discussione si annuncia tesa. Fra l’altro il leader della Uil è stanco di portare acqua al mulino di una Cgil impegnata innanzitutto a mandare a casa il governo il prima possibile e poco disponibile, per esempio, a discutere della riforma del modello contrattuale. Un compromesso potrebbe essere trovato sull’ipotesi che prevede un calendario di scioperi generali regionali di 4 ore, magari accompagnato da un fermo nazionale della scuola. Di sicuro, dopo aver annunciato, giovedì sera, «la mobilitazione generale di tutti i lavoratori» con modalità però da stabilire, una soluzione dovrà essere trovata. Ma per Epifani, Pezzotta e Angeletti non sarà facile. Enrico Marro
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