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Sangalli (Cna): emergenza lavoro nero

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    marted? 14 marzo 2006


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    Sangalli (Cna): emergenza lavoro nero

    Il primo a lanciare il sasso nello stagno ? stato Giancarlo Sangalli, segretario generale della Cna, che ha rimproverato a Polo e Unione una storica dimenticanza nei confronti delle piccole e medie imprese. ?In Italia esiste un mondo di 5 milioni e 300mila di aziende, fatto di artigiani, commercianti e lavoratori autonomi, che non viene minimamente considerato', ha sostenuto. ?Un mondo che rappresenta il tessuto economico che, pi? di tutti gli altri, ha contribuito a strutturare l'ossatura del pil e ha sostenuto l'occupazione anche durante quest'ultima lunga fase recessiva. Forse che i futuri inquilini del parlamento stanno pensando di abbandonarlo, ancora una volta, a se stesso'? Una trascuratezza tanto pi? grave se si pensa che sono le pmi la vera fucina di occupazione del paese.

    ?Negli ultimi 10 anni la gran parte dei posti di lavoro in Italia ? stata creata dalle imprese sotto i 10 dipendenti', ha sostenuto Sangalli. ?Eppure, sono aziende prive degli ammortizzatori sociali e dei paracadute di cui godono, invece, la grande industria e i lavoratori della pubblica amministrazione'. Tra pochi giorni, cos?, la Cna, presenter? ufficialmente il proprio piano di priorit? da sottoporre all'attenzione degli schieramenti in vista del voto: a cominciare da un intervento concreto sul lavoro nero. ?Almeno un terzo del pil non ? iscritto nella contabilit? nazionale', ha notato Sangalli. ?Questo vuol dire che c'? un'economia sommersa che si succhia pi? del 30% delle risorse complessive, fatta da sistemi produttivi interi che sono in competizione, prima di tutto, con le imprese regolari. E chi paga un prezzo al sommerso e al lavoro nero sono soprattutto le pmi'.Dunque, occorre cambiare registro. ?Mi piacerebbe che a qualche leader venisse in mente di parlare di artigiani, di commercianti e di piccoli imprenditori', ha concluso Sangalli. ?Sono termini che, finora, non ho mai sentito'.