14/5/2004 ore: 12:42
Round decisivi per edilizia e commercio
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Nel mirino del sindacato, soprattutto, la richiesta dell’Ance di abolire la norma che «mantiene all’impresa madre la responsabilità in solido per la parte economica e normativa nei confronti delle impresa subappaltatrici e subaffidatarie». Sugli altri punti in discussione, passi avanti sono stati fatti sui contenuti economici (i sindacati hanno chiesto 90 euro di aumenti), mentre un’intesa è stata raggiunta sugli enti bilaterali, sulla formazione, sull’apprendistato, sulla somministrazione della manodopera e sui contratti a termine. È stato inoltre definito un accordo per i lavoratori stranieri e sul riconoscimento delle figure del restauratore e dell’archeologo. Passi avanti infine sono stati fatti sulla certificazione di regolarità contributiva con la creazione di una banca del lavoro, cioè la messa in rete dei dati in possesso degli enti paritetici di settore (Casse edili e scuole edili) per favorire l’incontro domanda-offerta. Buone notizie invece per il contratto dei lapidei. Dopo una trattativa durata sette mesi e uno sciopero nazionale del settore, i sindacati delle costruzioni Fillea-Cgil, FilcaCisl e Feneal-Uil hanno infatti raggiunto un accordo con Assomarmi per il rinnovo contrattuale che riguarda 60mila addetti e 10mila aziende che lavorano nel settore lapidei. Il contratto era scaduto il 30 settembre 2003. Con la nuova intesa i sindacati degli edili hanno ottenuto un aumento medio di 82 euro. Gli aumenti saranno pagati in tre tranche. È inoltre prevista un’una tantum di 190 euro. Novità anche per la riforma dell’inquadramento professionale, il Welfare (previdenza complementare e sanità integrativa), la definizione delle regole per i contratti a termine e l’orario di lavoro. Commercio. Ha introdotto il job sharing ben prima della legge Biagi e quando ancora in Italia di "lavoro ripartito" parlavano in pochi, ma nonostante l’etichetta di contratto innovativo anche il rinnovo del commercio è da oltre un anno in stallo. Scaduto nel dicembre 2003 il rinnovo si è di fatto bloccato dopo lo sciopero dello scorso dicembre. In quell’occasione i sindacati lamentano la difficoltà delle imprese a confrontarsi su tutti i punti della piattaforma, limitando così il confronto solo su due punti: l’apprendistato e l’assistenza integrativa. Ad ostacolare il rinnovo anche la richiesta dei sindacati di aumenti pari a 107 euro. Ora, dopo la rottura degli scorsi mesi, la trattativa è ripartita con una serie di incontri "ristretti" già la scorsa settimana, mentre decisivo per la vertenza sarà l’incontro "plenario" previsto per il 19 maggio. |