20/1/2005 ore: 10:45
Riformare il Patto è una cosa di sinistra
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giovedì 20 gennaio 2005 EPIFANI Riformare il Patto è una cosa di sinistra Il nuovo patto di stabilità, per essere meno «stupido» (parole di Prodi) deve essere più flessibile. Cioè deve tener conto della congiuntura e deve ammettere che una oscillazione in basso del 3% è troppo limitata. E non solo perché i governi sono spendaccioni e poco rigorosi, ma perché l'Eurolandia sta attraversando una fase di stagnazione di medio periodo che deriva anche da complessi aggiustamenti strutturali della sua base economica e produttiva. Paradossalmente, è il patto ad avere un'ottica di breve periodo, congiunturale e non strutturale. Anche per questo va rivisto, adattato alla nuova situazione. Epifani vuole una riforma che ancori le spese per investimenti agli obiettivi di Lisbona. I quali non prevedono solo opere infrastrutturali, ma anche riforme del mercato del lavoro e del welfare state (pensioni comprese). Il segretario Cgil, che certamente non è un massimalista e sta conducendo una battaglia per guidare la confederazione sindacale verso posizioni più aperte e moderne (possiamo dire riformiste?), a questo punto deve rompere un altro tabù sul welfare. Non per sposare le posizioni dell'avversario. Troppo a lungo si è detto «il problema non esiste» o è solo strumentale a disegni politici restauratori. No, il problema esiste ed è strutturale (come per il patto di stabilità). E' arrivato il momento di tirar fuori la testa dalla sabbia. |