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Riaprono le farmacie, Turco trova l’accordo

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    sabato 29 luglio 2006
      Pagina 7 - Politica

      Riaprono le farmacie, Turco trova l’accordo
        Trattativa lampo: Federfarma accetta le condizioni e sospende l’agitazione. Nessun ritocco al decreto

        Si va verso un’assistenza sanitaria completa: elettrocardiogramma e prenotazione di visite

        di Anna Tarquini / Roma

        SERRATA SOSPESA Meno di mezz’ora, una sorta di convocazione simbolica. Quando alle sette e mezza Federfarma ha varcato il portone del ministero della Salute era gi? tutto stabilito: l’annuncio - era il patto - doveva arrivare solo a sera, giusto in tempo perch? la notizia potesse passare sui Tg e mettere al corrente cos? i cittadini. Stop alla serrata, ok al decreto Bersani e, in cambio, convenzioni e un ruolo centrale delle farmacie nell’ambito della Salute. Saranno presidio sanitario nazionale, potranno prenotare analisi e visite mediche, fare assistenza.

        Finisce con un ?Grazie, e tante scuse ai cittadini? la vertenza dei camici bianchiche tanto ha fatto paura. La comunicazione, dopo giorni di protesta, arriva con una dichiarazione congiunta tra i farmacisti e governo. E il testo dell’accordo prevede - niente di pi?, niente di meno - quello che il ministro della Salute e l’esecutivo avevano gi? assicurato molto prima che gli animi si incendiassero e che i cittadini fossero costretti alle code per paura di rimanere senza un servizio essenziale. La vendita nei supermercati dei farmaci da banco non far? concorrenza ai titolari di farmacia: nessuno ha in testa di aprire farmacie nei supermercati. C’? anche la promessa e l’impegno di dare nuovi contenuti alla convenzione con il servizio sanitario nazionale scaduta ormai da pi? di cinque anni, cio? da Berlusconi in poi. Ora i farmacisti ringraziano: ?Abbiamo revocato lo sciopero - ha spiegato il presidente di Federfarma, Giorgio Siri - perch? il ministro ci ha garantito che continua a considerare la farmacia essenziale nei rapporti con i cittadini e con il servizio sanitario nazionale. Il nostro timore era che anche il supermercato finisse per diventare un presidio?.

        Non ? chiaro se sia stato il pugno duro di Palazzo Chigi, la minaccia di precettazione o la defezione allo sciopero di gran parte delle farmacie del Nord, quelle con il fatturato pi? alto, a ridurre Federfarma a pi? miti consigli. Fatto sta che, nel giorno della grande prova di forza contro il governo, il sindacato dei farmacisti privati si ? trovato isolato: adesione allo sciopero alta solo da Roma in gi?, saracinesche alzate in Lombardia, in Piemonte, in Friuli e poi a Bologna, Firenze, Prato. Hanno disobbedito, malgrado le minacce. I farmacisti del nord hanno ritenuto ?spropositata? la forma di lotta proposta dalla presidenza nazionale di Federfarma, pur se contrari al decreto Bersani.

        LA MEDIAZIONE - Cos? poco prima dell’una, dopo una mattinata di scontro frontale, con Enrico Letta che stava gi? mettendo a punto le misure per sanzionare i ribelli e nonostante i dati sulle adesioni (solo al Sud) che Federfarma portava come bandiera, si ? aperto uno spiraglio. Grazie alla mediazione del ministro della Salute Livia Turco che per pi? di 48 ore ha condotto trattative segrete anteponendo per? due condizioni ben precise. La prima: niente dialogo durante la serrata perch? non ? possibile incontrare i farmacisti con una protesta in corso; la seconda: portare comunque in Consiglio dei ministri la proposta di precettazione. Il ministro ci aveva provato gi? gioved? sera a convocare un tavolo, ma si era trovata davanti la posizione intransigente di Federfarma. Ieri ? stato il giorno della sua vittoria, su tutta la linea.
          IL RIPENSAMENTO - A sbloccare la situazione ieri, verso l’ora di pranzo, sono state due frasi finalmente pronunciate dal presidente di Federfarma arrivate con un comunicato stringato: ?Federfarma - diceva la nota di Siri - ? pronta a fermare la protesta a partire da domani (oggi, ndr) e ad aprire un tavolo per presentare proposte che non prevedono modifiche al decreto legge Bersani?. Una netta marcia indietro. La disponibilit? ? stata subito accolta dal ministro con l’immediata convocazione al tavolo delle trattative: ?La decisione di Federfarma - ha detto la Turco - ? una conferma del senso di responsabilit? dei farmacisti italiani e della loro volont? di essere parte integrante del sistema sanitario. Sono molto contenta?.
            Si sono fermati a un passo dalla precettazione. Con il presidente della Commissione di garanzia sugli scioperi che aveva ravvisato nella serrata ?un pregiudizio grave a diritto alla salute?. Molte regioni e molte citt? avevano assecondato la rabbia dei cittadini per la serrata, senza aspettare l’annuncio del sindacato: Piemonte e Umbria avevano gi? revocato lo sciopero, cos? la citt? di Bari e quella di Brescia.

            LE RICHIESTE - Sul piatto, adesso, ci sono le loro richieste: garanzie per i piccoli esercizi che con la vendita dei farmaci da banco nei supermarket potrebbero trovarsi in difficolt?, ma soprattutto un nuovo ruolo per le farmacie. Federfarma chiede che la nuova convenzione con il Servizio sanitario nazionale definisca in modo pi? chiaro le competenze di presidio sanitario dei diciassettemila esercizi. In sostanza la facolt? per le farmacie di prenotare visite mediche a domicilio ed esami diagnostici, fare elettrocardiogrammi, misurare la pressione come gi? avviene da tempo in Emilia, avere dei defibrillatori per gli interventi salvavita. Ma tutto questo era previsto e auspicato nel programma del ministro Turco che non ha dunque avuto difficolt? ad aprire un dialogo con i ribelli.