12/10/2006 ore: 12:03

Rebus Esselunga: Caprotti resiste

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    gioved? 12 ottobre 2006

    Pagina 15 - Economia
      Rebus Esselunga
      Caprotti resiste
        Smentita la vendita a Tesco
        Avanza l’ipotesi della Borsa

        Milano

        Puntuale come ogni ottobre da ormai anni a questa parte, arriva la rincorsa di voci che vorrebbero imminente la cessione della catena di supermercati Esselunga. Ottobre non a caso, perch? qui cade il compleanno del patron di Esselunga, Bernardo Caprotti: quest’anno fanno 81 primavere, il che accorcerebbe fisiologicamente i tempi per il passaggio di mano, da cui Caprotti ha gi? escluso il figlio Giuseppe, togliendogli le deleghe nel 2003 ed esautorando anche buona parte del management di allora.

        Stavolta si ? parlato a pi? riprese del colosso britannico Tesco come dell’acquirente pi? probabile - il quarto gruppo al mondo nella grande distribuzione dopo l’americana Wal-Mart, la francese Carrefour e la tedesca Metro. In passato ci sarebbero infatti stati contatti anche con gli spagnoli di Mercadona e di El Corte Ingl?s.

        Ma, puntuale anch’essa, arriva la secca smentita di Caprotti senior: ?Non abbiamo alcun contatto con Tesco - scrive in una nota - Tesco ed Esselunga sono due aziende incompatibili?. Morale: quanto comparso sui giornali nei giorni scorsi ?? la libera interpretazione giornalistica di tutto il riassetto finanziario compiuto recentemente sul gruppo Supermarkets Italiani, Esselunga, La Villata, Orofin?, dice ancora.

        Non esclusa, invece, la quotazione in Borsa, come scrive Milano Finanza che cita Caprotti: ?La quotazione ? una buona strada. Oggi come oggi pu? essere una soluzione idonea, da valutare attentamente?.

        In una lettera inviata ai dipendenti il manager ha poi messo a tacere le indiscrezioni sulla possibile vendita, riconfermando pure l’intenzione di ?rimanere saldamente al timone della societ?.

        Ad essere quotata in Borsa potrebbe essere invece La Villata, societ? che raggruppa gli immobili del gruppo valutati 340 milioni.

        Di fatto, resta la domanda: quando e a chi Caprotti ceder? il gruppo, nato a Milano 49 anni fa, 4,4 miliardi nel 2005 di giro d’affari, una quota dell’8,5% nella distribuzione dei prodotti di largo consumo, 130 punti vendita concentrati nel nord Italia e l’intenzione di sbarcare al pi? presto a Roma?

        Un’unica risposta sembra certa: non alle Coop rosse, un’unione che Caprotti riterrebbe ideologicamente troppo os?, lui che presiede un gruppo le cui cause per comportamenti antisindacali nemmeno si contano.

        la.ma.