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(Del 13/2/2002 Sezione: Economia Pag. 17)
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| LA CISL PROPONE MANIFESTAZIONI NELLE CITTA? E UNA ?CAROVANA DEL LAVORO?. LA UIL NON ESCLUDE LO SCIOPERO GENERALE |
| Prove tecniche di disgelo tra i sindacati |
| Pezzotta: pronti alla mobilitazione |
ROMA
Prove di riavvicinamento tra i sindacati, dopo le polemiche dei giorni scorsi tra Cisl e Cgil. Ieri l?Esecutivo della Cisl ha confermato le richieste di stralcio su licenziamenti e decontribuzione, e ha proposto un programma di mobilitazione che esclude lo sciopero generale, all?insegna di manifestazioni nelle citt? italiane e di una ?Carovana del Lavoro? per sensibilizzare l?opinione pubblica e le istituzioni. Ancora, il sindacato di Savino Pezzotta chiede al governo ?un atto di coraggio?, anche aprendo dei veri e propri tavoli di confronto sulle questioni in ballo: pensioni, lavoro, scuola, Mezzogiorno, Statuto dei Lavori e partecipazione. Ipotesi che la Cgil ieri non ha commentato ufficialmente, anche se a Corso d?Italia si esprimono perplessit?. Il numero uno della Uil Luigi Angeletti apre invece allo sciopero generale sollecitato da Cofferati, che non va escluso ?se il governo dovesse fare le barricate?. Il clima (specie nei rapporti personali) tra Savino Pezzotta e Sergio Cofferati resta decisamente teso. Il segretario generale della Cisl non rinuncia ad esempio a rivolgere qualche stoccata al suo collega: dice di ?non aver avuto il tempo di leggere? la missiva di sette righe con cui la Cgil chiedeva un incontro unitario, e si mostra offeso per le accuse implicite di ?aver cambiato idea?. ?Le iniziative che proponiamo - afferma - sono la risposta a tutti coloro che hanno insinuato dei dubbi. Sia chiaro che noi, a differenza di qualcun altro, abbiamo voglia di riprendere un cammino che sia solamente sindacale?. Eppure, a quanto pare le tre confederazioni stanno lavorando per cercare le basi di una ripresa dell?azione unitaria. Sugli obiettivi da perseguire, dicono i dirigenti di Cgil-Cisl-Uil, differenze non ci sono: lo stralcio delle norme sui licenziamenti e sulla decontribuzione delle pensioni. Divergenze ci sono, e molte, sull?approccio da seguire nei confronti dell?Esecutivo. La proposta di Pezzotta prevede una serie di iniziative da attuare prima che il Parlamento voti i provvedimenti contestati: manifestazioni in tutte le citt? italiane da tenersi il sabato, e una ?carovana del lavoro? che attraversi il paese e giunga a Roma per raccogliere firme e consensi contro le deleghe governative. Dunque, per ora ?no? allo sciopero: ?In questa fase - spiega Pezzotta - sarebbe una scelta inopportuna che finirebbe solo per indebolire il sindacato e per dare alibi al governo?. Che deve riaprire tavoli di confronto a tutto campo e rendersi disponibile al dialogo, liberandosi ?da pressioni esterne?. Alla Cgil, come detto, queste idee per la mobilitazione non appaiono affatto adeguate alla durezza della sfida. A Corso d?Italia si afferma che ? importante che al pi? presto le tre confederazioni discutano insieme sul da farsi, e che ogni proposta - compresa per? quella dello sciopero generale - andr? presa in esame. Tuttavia, la Cgil spiega che le iniziative dovranno essere in sintonia con quanto ? stato fatto finora: dopo gli scioperi articolati, ora occorre qualcosa di molto ?pi? forte?. Per non allentare la tensione, e soprattutto per non dare ?segnali sbagliati? a governo e Confindustria, oltre che alle ?truppe? del sindacato. Perplessit? anche sulla moltiplicazione dei tavoli di confronto con l?Esecutivo suggerita dalla Cisl: per il sindacato di Cofferati, si rischierebbe di annacquare la richiesta fondamentale di stralcio dei provvedimenti contestati. Di sciopero generale - anche della sola Cgil - parla invece esplicitamente la Fiom. In una posizione intermedia si situa la Uil. Luigi Angeletti si dice fiducioso su una ?soluzione unitaria?, e afferma che non si pu? escludere lo sciopero generale ?se il governo far? barricate sull'articolo 18. Sarebbe come se l'Esecutivo stesso proclamasse uno sciopero?. Ma, spiega, ?per ora parlarne ? prematuro?, perch? il confronto con il governo sull'articolo 18 si pu? vincere solo ?con intelligenza? e accreditandosi con ?un consenso pi? ampio che vada oltre la base sindacale?. Angeletti rilancia l'iniziativa del ?Work Day?, una giornata nazionale del lavoro, e critica Cofferati: ?Per motivi del tutto suoi fa esattamente il gioco del governo, convincendo la gente che c'? uno scontro politico?. Intanto, venerd? a Roma ci sar? lo sciopero generale dei Cobas, che annunciano una massiccia manifestazione. E al Senato, oggi inizia il voto sui 1.200 emendamenti presentati sulla ?delega lavoro?: muro contro muro tra le forze politiche, mentre ? tramontata presto la proposta di estendere l?allentamento delle norme sui licenziamenti al pubblico impiego. Dove per? sar? possibile utilizzare anche contratti di collaborazione. |
Roberto Giovannini
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