12/10/2007 ore: 11:19
Prove di disgelo, Epifani vede Montezemolo
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Pagina 9 - Primo Piano SALARI Prove di disgelo, Epifani vede Montezemolo Per anni ogni pretesto era stato buono per litigare. Come quando Montezemolo aveva sentenziato: «Questo rischia di diventare il sindacato della pubblica amministrazione, dei pensionati e di qualche fannullone». Ed Epifani gli aveva risposto al vetriolo: «È un nuovo capo populista». O quando Epifani, in piena bufera sul passaggio delle liquidazioni dalle aziende all'Inps, aveva avanzato un velenoso sospetto: «C'è una montatura orchestrata dalla Confindustria ». Dopo il giuramento del governo Prodi, c'era stato perfino un clamoroso incidente. A Varese gli industriali avevano contestato il segretario della Cgil mentre parlava. E lui alla fine si era arreso: «Okay, inutile parlare». Insomma, uno stillicidio. Cominciato nel luglio del 2004, quando Epifani si alzò dal tavolo dove si iniziava a discutere del «modello contrattuale». Uno strappo mai più ricucito fino al referendum. E ieri quelle due parole, «modello contrattuale», sono state pronunciate di nuovo, dopo più di tre anni. Ma a quattr'occhi e senza che questa volta Epifani si alzasse: non dalla sedia ma da una comoda poltrona. Archiviata la pratica del protocollo Damiano, e soprattutto messa all'angolo la Fiom di Giorgio Cremaschi e Gianni Rinaldini, il segretario della Cgil vuole aprire ora il fronte del livello, considerato infimo, dei salari. Per questo non ci sono che due strade: il taglio delle tasse sul lavoro dipendente e i contratti. La prima è stata già imboccata. Ora tocca alla seconda. Sempre che il tabù del «modello contrattuale» cada davvero. |