23/11/2007 ore: 11:13
Prove di dialogo sui contratti
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Pagina 10 - Economia martedì vertice sindacati-imprese La Confindustria propone di fare presto e di superare le «vecchie liturgie» delle relazioni industriali, dando più peso al contratto in azienda rispetto al contratto nazionale, e facendo entrare in campo il governo (anche nella sua veste di datore di lavoro) solo in un secondo momento. Nei giorni scorsi il vice presidente di Viale dell´Astronomia Alberto Bombassei ha proposto uno scambio: maggiore salario, legato alla produttività dell´impresa, a fronte di più flessibilità sull´orario di lavoro. Cisl e Uil si sono dette pronte al confronto, pur non condividendo l´impostazione degli industriali. È stata la Cgil a frenare e a indicare un percorso diverso. Linea confermata proprio ieri da Epifani: «Il governo deve intanto chiudere la partita della Finanziaria, il cammino lo vedo accidentato. Quindi è prematuro indicare un percorso. Vedremo quando il governo avrà finito con la Finanziaria e il protocollo sul welfare». I tempi e i soggetti al tavolo, secondo la Cgil, non sono dunque gli stessi che indica la Confindustria. Che, infatti, teme una eccessiva dilatazione dei tempi e dei temi da discutere. Difficile ipotizzare che le trattative possano entrare nel vivo prima dell´inizio del prossimo anno. D´altra parte per la Cgil (e con diversi accenti anche per la Cisl e la Uil) il confronto non può limitarsi ad un aggiornamento delle regole della contrattazione. L´obiettivo deve essere più ambizioso: rilanciare la politica dei redditi per ridare ossigeno alle buste paga che hanno perso progressivamente potere d´acquisto. Una strategia di questo tipo chiama direttamente in causa la politica fiscale e, quindi, il governo. Sarà proprio questo il tema centrale dell´assemblea dei quadri e dei delegati in agenda per domani a Milano e che verrà conclusa dai tre leader Epifani, Bonanni e Angeletti. Poi ci sono le differenze anche tra le tre confederazioni: Cisl e Uil spingono per un rafforzamento della contrattazione aziendale mentre per la Cgil l´attuale modello richiede solo qualche intervento di manutenzione, a cominciare dalla riduzione del numero dei contratti di lavoro (sono circa 800). Infine il tema della rappresentanza sindacale che da sempre separa la Cgil dalla Cisl. Bonanni, però, si è detto ottimista: «Ci sono molti elementi di unità che spero si sviluppino». (r.ma.) |