18/11/2005 ore: 12:26
Prodi: con i sindacati voglio la «nuova concertazione»
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L’incontro con Montezemolo e i leader di Cgil, Cisl e Uil voglio la «nuova concertazione» E allora si può già immaginare che, in caso di vittoria del centrosinistra alle elezioni, uno dei primi atti del governo Prodi sarebbe l’apertura di un tavolo di «nuova concertazione», dove l’aggettivo sta ad indicare che le parti hanno imparato la lezione del passato e gli errori da evitare: niente più riti inutili, riunioni con 30-40 sigle su ogni argomento e accordi di 40-50 pagine che restano sulla carta. Meglio poche priorità e su queste costruire un patto sociale asciutto. Alcuni temi sono stati messi ieri sul tavolo. La Confindustria ha insistito sulla riduzione del cuneo fiscale e contributivo sul lavoro e qui ha trovato un Prodi molto disponibile. Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto di rivedere la riforma delle pensioni, facendo saltare l’aumento dell’età pensionabile dal 2008. Prodi ha preso appunti, ha fatto qualche apertura, ma con cautela. Atteggiamento prudente anche sulla riforma del mercato del lavoro, che la Cgil vorrebbe eliminare, la Cisl solo correggere e la Confindustria conservare. Il leader dell’Unione ha cercato di mettere tutti d’accordo dicendo che l’importante è combattere la precarizzazione del lavoro. Insomma, le distanze ci sono, senza neppure approfondire i singoli temi, come pure Prodi ha promesso che farà con le singole organizzazioni. Nonostante ciò, è bastata la sensazione di poter tornare ad essere protagonisti per far dire a tutti i leader sindacali e imprenditoriali che gli incontri di ieri sono andati «molto bene». E non è stata solo cortesia.
Enrico Marro
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