3/4/2006 ore: 11:32

Prezzi e tariffe, nuova stangata di primavera

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    domenica 2 aprile 2006

    Pagina 14 - Economia & lavoro

    Prezzi e tariffe, nuova stangata di primavera
      Ieri sono scattati i rincari per luce e gas. Per aprile prevista inflazione in crescita

      di Laura Matteucci/ Milano
        LE MANI IN TASCA Quasi quaranticinque euro in pi? all’anno, solo per le bollette di luce e gas. Un record che non si vedeva da anni. Senza contare la benzina. E se il petrolio non dovesse arrestare la sua corsa, rientrando a regime intorno alla soglia dei 60 dollari al barile, si profilerebbero a breve altri clamorosi aumenti. Sono entrate in vigore le nuove tariffe trimestrali varate dall’Autorit? per l’energia, che ha aggiornato quelle in vigore fino a due giorni fa, con un +2,1% per il gas e un +5,7% per l’elettricit?. I sindacati si sono gi? espressi, definendo quanto sta avvenendo un massacro sociale per lavoratori e pensionati.
          Ed ? sfumata anche l’ipotesi, circolata nei giorni scorsi, di un congelamento delle tariffe per decreto. ?Un’idea priva di fondamento?, la definiscono in sede governativa. ?Il governo non pu? intervenire sulle bollette che sono legate all’andamento dei prezzi del petrolio?.
            Eppure, non ? che le casse dello stato non risentano dell’andamento del greggio. In questi cinque anni, parliamo solo della benzina, il governo Berlusconi ha aumentato l’Iva di 2 centesimi al litro, e le accise di 4 centesimi al litro.
              Morale: il governo che dice di voler abbassare le tasse, tassando la benzina incassa 1,5 miliardi di euro in pi? all’anno. ?Si sta comportando come una compagnia petrolifera, questa ? la verit?, dice Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori.
                Torniamo a luce e gas. Per l’energia elettrica il nuovo aumento del 5,7% segue quello del 2,5% del primo trimestre, mentre il consuntivo 2005 ? un aumento dell’8,3% per un totale di 25-26 euro di rincaro a famiglia. Per il gas la stangata ? anche pi? forte: l’ultimo aumento del 2,1% si aggiunge a quello dello 0,7% del primo trimestre di quest’anno, mentre nel 2005 ? stata raggiunta quota 11,2%, che tradotto significa una media di 94 euro in pi? all’anno.
                  Come ricorda Raffaele Bonanni, segretario confederale Cisl: in Italia ?c’? stato un finto processo di liberalizzazione, che ha garantito il permanere dei vecchi monopoli?. ?Queste societ? - continua - hanno aumentato gli utili del 30% nel 2005, sono cresciuti i dividendi, i guadagni di borsa e i premi per i dirigenti. Le bollette per? non sono mai scese per i cittadini. ? venuto il momento di aprire un tavolo di confronto e di rivedere tutto il processo di liberalizzazioni?.
                    Nonostante tutto, l’inflazione di marzo calcolata dall’Istat resta inchiodata al 2,1%. ?Ma non ? una novit? - dice ancora Trefiletti - C’? stato il botto del prezzo del petrolio, eppure gli aumenti dell’energia non vengono mai registrati dall’inflazione. Incredibile?. La polemica sui prodotti, il peso che viene loro dato dall’Istat, nonch? sull’accuratezza delle rilevazioni, continua.
                      Vero, comunque, che l’istituto economico Isae prevede per il mese prossimo una risalita dei prezzi al consumo, tenuto conto del fatto che l’indice non potr? non registrare i corposi aumenti delle tariffe energetiche. E segnala un’accelerazione gi? in atto della dinamica dei prezzi. Che andr? a pesare direttamente sulle tasche degli italiani.
                        I quali, peraltro, sono gi? piuttosto indebitati: il credito al consumo, infatti, dal 2001 ad oggi ? quasi raddoppiato (passando da 40 miliardi a 70 miliardi di euro). E, come dice Trefiletti, ?non ? una questione sociologica?. ?Non ? che aumenta perch? ci stiamo allineando alle abitudini di altri paesi occidentali: aumenta per bisogno?.