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sabato 1 aprile 2006
Pagina 14 - Economia & Lavoro
Prezzi e salari, i conti non tornano
Istat: a marzo inflazione ferma al 2,1%. Sindacati e consumatori: si perde potere d’acquisto
di Giampiero Rossi/ Milano
DIVARIO L'inflazione resta stabile al 2,1%: a marzo, nonostante l'impennata dei prezzi legati all'energia, secondo l’Istat, si mantiene stabile sui livelli di febbraio. A pesare sulle tasche delle famiglie ? soprattutto il capitolo “casa”: +5,9% in un anno sempre trainata dal caro-energia. Le retribuzioni contrattuali invece a febbraio hanno segnato un aumento tendenziale del 2,6%, mezzo punto percentuale in pi? dei prezzi che a febbraio avevano segnato, come a marzo una crescita del 2,1%. Ma il problema in pi?, per?, sono i soliti balletti di interpretazione dell’andamento delle retribuzioni, in crescita secondo i numeri ma non secondo i sindacati.
Sulla base dei dati sull'inflazione stimata a marzo dall'Istat, risultano contenuti gli aumenti tendenziali per alimentari (+1,0%) e l'abbigliamento (+1,2%); unica variazione negativa riguarda la voce comunicazioni che ha visto un calo dei prezzi del 3% rispetto a marzo 2005. Di fronte a tanta “positivit?” si dichiarano increduli i consumatori, che chiedono per l’ennesima volta all'Istat di rivedere il paniere. ?I dati cozzano con la dura realt? delle famiglie italiane?, commentano. Le categorie dei commercianti invece fanno notare come, nonostante il caro-energia, le imprese abbiano contribuito a non surriscaldare i prezzi. L'Isae invece prevede per aprile una, se pur ?contenuta?, risalita dell'inflazione.
Aumenti evidenti per gasolio (+10,8%) e benzina verde (+7,8%); per il gas utilizzato nelle abitazioni (+11%) e per i combustibili liquidi (+10,9%). Pesa ancora sul caro-vita il fattore energetico tanto che, al netto della voce energia, l'inflazione a marzo si sarebbe attestata all'1,7%. La decelerazione misurata dall’Istat riguarda soprattutto i prodotti non lavorati. E se la paura dell'influenza aviaria ha portato al crollo dei prezzi del pollame (-7,3%), in calo risultano anche le quotazioni di frutta (-6,3%) e ortaggi (-0,1%).
?Sono dati difficili da credere?, rileva l'Adiconsum, mentre il Codacons invoca addirittura ?una riforma dell'Istat e una revisione del paniere? con il quale si calcola il caro-vita. Anche l'Adoc chiede una revisione del paniere. Adusbef e Federconsumatori evidenziano che le famiglie sono sempre pi? indebitate perch? sempre maggiore ? il ricorso al credito al consumo. Viceversa la Confcommercio sottolinea che ?nonostante il permanere di elementi di tensione nel comparto energetico la dinamica dei prezzi al consumo in Italia ? sostanzialmente sotto controllo?, e la Confesercenti dice che ?le imprese danno ancora prova di virtuosismo?. Ma attenzione, perch? secondo l'Isae ?il prossimo mese si potrebbe assistere a una contenuta risalita dell'inflazione, tenuto anche conto che l'indice dei prezzi incorporer? gli aumenti dovuti ai consueti adeguamenti trimestrali per le tariffe energetiche?.
Ma la battaglia interpretativa pi? aspra riguarda le retribuzioni: secondo l’Istat i salari a febbraio hanno segnato un aumento di mezzo punto percentuale in pi? rispetto all'inflazione che anche a febbraio si era attestata al 2,1%. Ma i sindacati non sono affatto d’accordo. ?Le retribuzioni dei lavoratori dipendenti che hanno rinnovato il contratto si allineano a malapena al tasso di inflazione reale - osserva la segretaria confederale della Cgil, Marigia Maulucci - proprio difficile pensare che la grande massa delle famiglie italiane possa essere terrorizzata dalla tassazione delle rendite finanziarie, dato che con salari e stipendi al palo giocare in Borsa ? dura?. E Raffaele Bonanni della segreteria Cisl contesta il fatto che ?in Italia i contratti non si rinnovano nei tempi dovuti?.
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