27/3/2003 ore: 10:58
Prezzi caldi a Milano: in un mese +2,8%
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Giovedí 27 Marzo 2003
Inflazione / Indagine Cdc sui listini all’ingrosso
Prezzi caldi a Milano: in un mese +2,8% |
e Camera di commercio varano un’operazione trasparenza
sui prezzi al consumo insieme con i consumatori e lanciano
l’altolà ai panificatori che hanno annunciato nei giorni scorsi
di voler portare il pane (michetta) da 3,7 a 5 euro al chilo ai
livelli più alti in Italia.
Una ricognizione della Cdc meneghina ha poi messo in rilievo
che a febbraio i prezzi all’ingrosso rilevati sulla piazza di
Milano hanno messo a segno un incremento congiunturale medio
del 2,8% rispetto a gennaio.
Si è fatto sentire — sottolinea l’indagine — il peso delle tensioni
internazionali sui listini dei carburanti.
Ma si sono messe in evidenza anche tensioni tra gli alimentari.
In un mese — rileva la Cdc — il prezzo all’ingrosso della carne
bovina è rincarato del 2,3% portando l’aumento su base annua al
13,4 per cento.
Per quanto riguarda le rilevazioni tendenziali l’indagine Cdc
ha sottolineato che gli aumenti medi si attestano sul 15,2% con
un picco del 25% per i prodotti energetici, mentre tutti gli altri
sono rincarati in media del 7,2 per cento.
Gli alimentari, in particolare, hanno fatto registrare all’ingrosso
aumenti medi del 9,4% trainati soprattutto dalla ripresa delle
carni dopo l’emergenza Bse.
I prodotti non alimentari sono stati interessati da rincari medi
del 6,4% sull’onda di un vero e proprio boom dei prezzi all’ingrosso
delle fibre tessili (+60,5%) sull’onda dei massicci rincari della lana.
A Milano intanto è rivolta contro l’annuncio dell’associazione
panificatori di rincarare il pane, portando la classica michetta a 5euro.
L’associazione Altroconsumo ha presentato un esposto all’Antitrust per denunciare intese anticoncorrenziali («ipotizzabile — sottolineano ad Altroconsumo — anche una multa da 50 milioni»).
Comune, Cdc, associazioni dei commercianti e consumatori hanno
dato vita ieri all’Osservatorio su prezzi e consumi che, a sua
volta, ha preso posizione contro l’iniziativa dei panificatori. È poi
partita una iniziativa a carattere popolare di monitoraggio sui
prezzi tramite l’affissione dei prezzi di un paniere di beni e
l’istituzione di un numero telefonico per il pubblico per denunciare
situazioni anomale.
Registrate oscillazioni nei prezzi anche del 500% come nel
caso del detersivo lavatrice in polvere il cui prezzo minimo si
attesta sui 3,36 euro e il massimo a quota 16,76.
VINCENZO CHIERCHIA