26/11/2002 ore: 11:47
Planetwork licenzia, 99 a casa
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26 novembre 2002
La società controllata da ePlanet vuol ridurre del 70% la forza lavoro. Ieri assemblea col sindacato
Planetwork licenzia, 99 a casa
MILANO. Ieri sindacati e Rsu hanno
avuto il primo faccia a faccia con i
vertici della Planetwork che ha aperto
le procedure per licenziare 99 dei
141 dipendenti. Il conto alla rovescia
dei 75 giorni è scattato il 22
novembre. Sempre ieri i lavoratori
hanno tenuto una assemblea e per
domani ne è in programma un’altra
per decidere come mobilitarsi.
Gli svuluppi della crisi presentano
aspetti incredibili, sembrano piovere
da un altro pianeta. Spiega infatti
Nicola Cappelletti, Filcams:
«Una procedura violentissima per
tagliare il 70% degli addetti attuata
senza preavviso». Nessun segnale
forte di crisi. Nel 2001 le perdite di
una caduta di mercato erano state
recuperate con una ricapitalizzazione
e l’ingresso di nuovi soci, spiega
Franca D’Alterio, rsu Cgil. Costituita
nel luglio ‘96 e controllata al 100
per cento da ePlanet, quotata nel
nuovo mercato per i servizi di telefonia
e accesso a Internet per le aziende.
Fondata e guidata da Luigi Orsi
Carbone, tra gli azionisti di origine
figurano gli eredi di famiglie industriali,
come Moratti, Rocca e Merloni.
Dice Cappelletti: «Quotata in
Borsa con condizioni buone, sembrava
un’azienda tra le più solide
del settore. Invece ha aperto una
procedura drammatica per modificare
radicalmente l’asset del proprio
business, che a suo dire la recettività
del mercato non permette
più, e decide di cambiare strategia e
dedicarsi alla vendita all’ingrosso».
Da qui il ridimensionamento.
Il sindacato - Cgil e Uil - replica
che la concorrenza - come Fastweb
e la controllante eBiscom - con una
politica di aggressione a tutto campo
non accusa difficoltà, anzi aumenta
i prezzi e i clienti. Perché
allora la virata strategica? Cappelletti:
«L’azienda dovrà presentarci un
piano credibile, e comunque il problema
esuberi non può essere affrontato
in questi termini anche perché
in questo caso non è prevista
nemmeno la copertura degli ammortizzatori
di base, nemmeno la mobilità».