30/7/2007 ore: 11:48
Più occupati, ma sette milioni senza contratto
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Pagina 13 - Economia &Lavoro Più occupati, ma sette milioni senza contratto Il numero dei posti di lavoro sale nei servizi, cala nell'industria. E gli stipendi rallentano DIPENDENTI - La bella stagione non reca notizie entusiasmanti per i lavoratori italiani: mentre l'occupazione sale leggermente (ma non nell'industria) e le retribuzioni registrano l'aumento più basso da un anno e mezzo, il 60% dei dipendenti rimane ancora senza contratto. In particolare, il lavorodipendente segna una battuta d'arresto del 3,7% nel settore della produzione di energia elettrica, gas ed acqua, e lievi accelerazioni nelle costruzioni (0,4%) e nelle attività manifatturiere (0,1%). Scendono dello 0,1% i trasporti e le cominicazioni, mentre hanno andamento positivo tutti gli altri comparti, con incrementi del 4,1% nel commercio, del'1,3% nelle attività professionali e imprenditoriali, dello 0,9% nell'intermediazione finanziaria e dello o,8% negli alberghi e ristoranti. Mantengono un basso profilo anche gli stipendi, che rilevano l'aumento tendenziale più basso da gennaio 2006: le retribuzioni contrattuali orarie, infatti, hanno registrato a giugno un incremento del 2,2% rispetto all'anno precedente. L'aumento nel periodo gennaio-giugno 2007 si attesta così al 2,6%. I settori più fortunati sono il servizio sanitario nazionale (5,9%), l'energia elettrica, gas e acqua (5,4%), l'agricoltura (5%) e l'edilizia (3,9%), mentre arrancano le assicurazioni (0,6%) e i pubblici esercizi (o,4%). Il dato più preoccupante, però, riguarda il numero dei dipendenti senza contratto: sono 6,9 milioni ilavoratori ancora in attesa di rinnovo. A giugno risultavano infatti scaduti 34 contratti, pari al 60% del monte retributivo totale, a fronte dei 42 accordi in vigore che regolano il trattamento economico e normativo di circa 5,3 milioni di dipendenti. Le situazioni sono molto differenziate a livello settoriale. La copertura contrattuale è totale nell'agricoltura e nell'edilizia, e molto elevata nel settore dell'industria in senso stretto (91,4%). Quote decisamente inferiori caratterizzano invece il settore del credito e assicurazioni (2,9%), dei servizi privati (8,7%) e dei trasporti, comunicazioni e attività connesse (27%). Infine la copertura è nulla, cioè nessuno dei contratti è in vigore, relativamente alla pubblica amministrazione e al commercio, pubblici esercizi e alberghi. |