Piccoli hotel con camere senza vista
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ItaliaOggi (Turismo) Numero 280, pag. 16 del 26/11/2002 Fabio Donfrancesco Federalberghi ha presentato ieri al Sia di Rimini il rapporto 2002 sul sistema alberghiero in Italia. La Penisola sempre regno delle strutture a conduzione familiare L'Italia rappresenta ancora, a livello mondiale, il 10% dell'intera offerta del pianeta in termini di esercizi alberghieri. Con un fatturato nel 2001 di quasi 22 miliardi di euro, pari al 2% del pil, il sistema turistico-ricettivo made in Italy è secondo solo alle spalle degli Stati Uniti, in termini di numero di esercizi e camere a disposizione. ´Oltre 33 mila imprese, con 900 mila camere, 1,7 milioni di posti letto e 255 mila unità lavorative annue, danno l'idea della dimensione che questo comparto assume anche sul fronte occupazionale ed è dotato di ulteriori margini di sviluppo', ha dichiarato Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi e di Confturismo presentando ieri, al Sia di Rimini, il rapporto 2002 sul sistema alberghiero in Italia. ´Il mondo politico, parlamentare e governativo, quindi', ha esortato Bocca, ´deve dimostrare quell'attenzione nei confronti di questo comparto tante volte promessa, che potrebbe concretizzarsi nell'adozione di misure urgenti quali la detraibilità dell'Iva per il turismo congressuale e gli incentivi per l'assunzione di manodopera, anche con contratto a tempo determinato'. Dall'indagine sul sistema ricettivo italiano, curata dalla società di ricerca Mercury per conto di Federalberghi, emerge un quadro che conferma la tendenza tutta italiana a prediligere la tipologia del singolo albergo di proprietà rispetto alle catene: degli oltre 33 mila alberghi soltanto il 2% è costituito da imprese che fanno capo a gruppi internazionali, rispetto al 20% nel Regno Unito, al 18% in Francia e al 12% in Spagna. A livello regionale, invece, è l'Emilia Romagna a guidare la classifica sul numero di strutture presenti sul territorio con quasi il 15% sul totale; seguono la provincia autonoma di Bolzano (9,6%) il Veneto (8,8%), la Toscana (8,5%), il Lazio e la Lombardia (5,3%). Degli oltre 80 milioni di arrivi turistici per circa 350 milioni di pernottamenti, circa 40 mln di italiani e 35 di stranieri alloggiano in albergo, determinando 240 milioni di pernottamenti. In altri termini, l'83% degli arrivi e il 70% dei pernottamenti avviene in strutture alberghiere. Nella distribuzione delle presenze per tipologia, gli italiani preferiscono come al solito le località marine (34,6%), mentre gli stranieri prediligono visitare le città d'arte (36,1%). Nel quadrimestre che coincide con le vacanze estive (giugno-settembre), si registra oltre il 45% degli arrivi negli alberghi (43% italiani e 47% stranieri) e il 54% dei pernottamenti annui (57% e 50%). L'Emilia Romagna, potendo contare su un numero di posti letto superiore rispetto alle altre regioni italiane, occupa anche la prima posizione nei pernottamenti (30,6 milioni di notti), davanti a Veneto (27,5 mln) e Lazio (25,9 mln). Mettendo però insieme le due province autonome di Trento e Bolzano, si supera quota 30 mln di presenze. Nella tabella sulle presenze di ogni singola regione elaborata da Federalberghi, spicca l'exploit della Basilicata, con un +15,7%, con un sorprendente +31,7% di stranieri. Discorso analogo per il Molise, malgrado abbia dovuto subire un calo di stranieri (-7,1%), compensato comunque dalle presenze di italiani (+11,5%). Delle regioni con il maggior numero di presenze, in crescita ci sono Lombardia e Sardegna (+7,6%), Piemonte (+6,5%) e Puglia (+7,5%). Risultati poco lusinghieri, invece, per Lazio, che ha non ha contato più sull'effetto Giubileo (-2,7%), Liguria (-1,4%) e Calabria (-4,9%) che ha visto scendere soprattutto i soggiorni degli italiani (-5,4%). |