12/11/2002 ore: 11:31
Per i portatori di handicap un hotel a cinque stelle
Contenuti associati
12 novembre 2002
La struttura sperimentale a Roma nel quartiere dietro la stazione. Ha prezzi altissimi, ogni particolare è studiato per abbattere le barriere architettoniche
Per i portatori di handicap un hotel a cinque stelle
Vladimiro Polchi
ROMA. Nel quartiere lo chiamano "il transatlantico".
E' l'hotel ES: albergo di design
sperimentale inaugurato di recente a Roma,
a pochi passi dalla stazione Termini.
Quarantamila metri cubi di cristallo, acciaio
e basalto che sembrano galleggiare tra i
palazzi dell'Esquilino. Perché parlarne? Perché
è totalmente privo di barriere architettoniche.
"E' il primo grande albergo pensato e
costruito per i portatori di handicap", sostiene
il direttore dei lavori, Nino Bazzi.
Il nuovo edificio fa parte del progetto di
riqualificazione urbana del quartiere Esquilino
realizzato da "Risorse per Roma": società
attiva dal '96 come braccio operativo del
Campidoglio per l'alienazione del patrimonio
immobiliare. "Il progetto - spiega Claudio
Pancheri, amministratore delegato della
società - ha riguardato il recupero di
quattro isolati in disuso: due caserme militari
(Pepe e Sani), un magazzino viveri e l'ex
centrale del latte di Roma". Ne è nato un
grande mercato coperto, un centro universitario,
la nuova centrale elettrica del quartiere
e l'albergo ES. «Oggi l'Esquilino - afferma
Pancheri - è una quartiere che sta rinascendo,
dopo un periodo di degrado e di
difficoltà». Ne è riprova il valore delle case,
che «in meno di cinque anni è più che
triplicato».
L'hotel, di proprietà della famiglia Roscioli,
dispone di 235 stanze e 27 suite, distribuite
su sette piani. Costruito in due
anni, è costato 40 milioni di euro. Tutto è
pensato per i portatori di handicap: rampe
di accesso, ascensori spaziosi e quattro stanze
speciali su ogni piano. «Fin dall'inizio -racconta
Jeremy King, che insieme a Riccardo
Roselli ha progettato l'albergo - ci siamo
impegnati a studiare soluzioni per l'handicap,
al di là del semplice rispetto delle normative
in materia». Le camere sono state
concepite in modo da «evitare l'immagine
ospedaliera data spesso dall'eccesso di tubi
e maniglioni». E in effetti le stanze per le
persone con problemi di handicap non si
differenziano granché dalle altre, se non per
una porta che comunica con la camera dell'
eventuale accompagnatore. «Eppure - spiega
l'architetto - ogni spazio e ogni elemento
architettonico è stato studiato per rendere
tali ospiti perfettamente autosufficienti».
Per il resto l'albergo è una grande prova
di design e di sperimentazione. «Qui dentro
non c'è nulla che non sia sperimentale»,
esclama orgoglioso il direttore dei lavori. Il
pavimento della gigantesca hall è in ciottoli
di marmo di Carrara disegnati e tagliati al
computer.
Lo stile è a metà tra il minimalismo e il
decostruzionismo: forme essenziali e grandi
spazi illuminati da ampie vetrate colorate
da pellicole e luci. A volte sembra di
trovarsi sul ponte di una nave, altre a bordo
di un'astronave. La hall, che sembra la plancia
di comando dell'Enterprise, nasconde
un piccolo gioiello: un'area archeologica
tornata alla luce durante gli scavi. Originale
anche la concezione delle stanze, dove la
doccia non è più un angolo nascosto, ma
una fonte di luce centrale all'interno della
camera.
Pochi turisti potranno però godere di
tanto sforzo stilistico: l'hotel, un cinque stelle
lusso, non ha proprio prezzi accessibili a
tutti. Si va dai 380 euro di una stanza semplice
ai 2.583 della royal suite. Colazione
esclusa. Design, sperimentazione e rispetto
della normative sull'handicap, in un quartiere
multietnico come l'Esquilino. Questa
dunque l'impresa realizzata dai proprietari
dell'ES. Una sfida difficile: non per niente
all'asta di concorso per il nuovo albergo
parteciparono solo i Roscioli. Peccato però
che pochi potranno permettersi di soggiornare
in questo concentrato di tecnologia al
centro di Roma.