12/5/2004 ore: 9:00
Pensioni, slitta ancora la riforma
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| MERCOLEDÌ 12 MAGGIO 2004 |
| Pagina 35 - Economia | |
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Ieri non si è discussa in aula al Senato. Maroni e Alemanno preoccupati: così si va dopo il voto Pensioni, slitta ancora la riforma il governo non esclude la fiducia Giovanardi: "È un´ipotesi". La Lega: "Ci opporremo" Angius: "Si avvicinano le elezioni e non hanno il coraggio di andare fino in fondo"
A complicare le cose nella maggioranza spunta l´ipotesi di un ricorso al voto di fiducia, non solo al Senato, ma anche alla Camera per il varo definitivo, ipotesi che però spacca la coalizione. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi, fa sapere che la fiducia è «un´ipotesi esistente». E precisa che «l´autorizzazione alla fiducia sulle pensioni è già stata data dal consiglio dei ministri». Le dichiarazioni di Giovanardi scatenano la ezione negativa della Lega Nord, del presidente della commissione Lavoro del Senato, Tomaso Zanoletti, e dello stesso relatore del provvedimento, Carmelo Morra. «La fiducia? Mai presa in considerazione, né lo faremo in futuro, ci opporremo se ci sarà», dice il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli. «L´accordo sulla delega c´è, la fiducia è quindi inopportuna», aggiunge Zanoletti. «Non ne vedo il motivo», conclude Morra. L´opposizione attacca, non crede al voto di fiducia, sottolinea che lo slittamento del voto è figlio della paura del risultato elettorale: «Per mesi hanno detto che la riforma delle pensioni era urgente e indispensabile - dice Gavino Angius, senatore Ds - ora che si avvicina il momento delle elezioni non hanno il coraggio di andare fino in fondo». Quanto allo scontro nella maggioranza sulla fiducia, Angius commenta: «Ci risparmino almeno questo vergognoso balletto di dichiarazioni contradditorie, di smentite che si susseguono senza tregua». Analoga la presa di posizione di Natale Ripamonti, verdi: «Le pensioni sono ora meno urgenti della costituzione di tre nuove province. Berlusconi, che si era presentato a reti unificate per spiegare l´urgenza e la necessità della riforma, dovrebbe tornare in tv e dire ai cittadini che si era sbagliato». A questo punto, suggerisce Ripamonti, sarebbe meglio ritirare il provvedimento e riaprire un confronto con le organizzazioni sindacali». È quello che propongono anche i sindacati, Ugl compresa: «Speriamo che il governo faccia di necessità virtù e utilizzi questo nuovo tempo per riaprire il confronto con le parti sociali», dice il vicesegretario del sindacato vicino ad An, Renata Polverini. «Meglio prendersi una pausa di riflessione», concludono Cgil, Cisl e Uil. |