6/7/2007 ore: 10:51
Pensioni: si apre un varco nell'ala sinistra
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Pagina 3 - Primo Piano Le tappe verso l’intesa nell’ala sinistra Così Enrico Letta ha convinto i duri di Rifondazione E anche se Prodi non lo ha detto al Tg3, le febbrili, riservate trattative delle ultime ore con Rifondazione hanno consentito di aprire un varco nella posizione sinora irremovibile del Prc, attestata su «scalone via subito e per tutti». Che qualcosa si stia muovendo lo confermava indirettamente in serata il segretario del Prc Franco Giordano: «Non transigiamo sull’ipotesi di innalzare l’età pensionabile per gli operai turnisti e per chi lavora alle catene di montaggio». Una perifrasi che sembra alludere al fatto che per lavori meno usuranti l’età si può gradualmente alzare. Dopo una settimana trascorsa in una sostanziale passività, nelle ultime 48 ore Prodi e il suo braccio destro Enrico Letta avevano sondato gli umori degli alleati e avevano deciso di uscire allo scoperto grazie all’incoraggiamento preventivo del centro della coalizione (Ds, Margherita, Udeur), della sinistra (Sinistra democratica, Verdi, Pdci), dei tre sindacati (Cgil, Cisl, Uil) ma non ancora quello delle due ali più estreme: Rifondazione comunista e l’ex presidente del Consiglio Lamberto Dini. Certo, il sentiero è strettissimo. Ma Prodi ha deciso di scommettere sulla valorizzazione del programma dell’Unione e sull’area di centro-sinistra della coalizione, mettendo nel conto la contestazione delle due ali. Che per quanto riguarda l’ala moderata è stata però più feroce di quanto lo stesso Prodi si potesse immaginare. Lamberto Dini, autore della riforma pensionistica del 1995, è stato tranchant. In una intervista al Tg2 ha detto senza chiaroscuri: «Se le cose stanno così come dice Prodi, io annuncio il mio voto negativo al Senato». E alla giornalista del Tg2 chi gli chiedeva se la sua posizione potesse preludere alla caduta del governo Prodi, con tono quasi sprezzante Dini ha risposto: «Questi sono affari suoi». E poi lo stesso Dini confidava: «I risparmi che ha annunciato sulla pubblica amministrazione? Una boutade. Se pensa di farli con i tagli sulle autoblu e sui telefonini, stiamo freschi questa è una presa in giro». La sintesi? «E’ un cedimento completo a Rifondazione». Qualcosa di vero nelle parole di Dini doveva esserci, tanto è vero che le reazioni dei dirigenti del Prc non erano negative. Il ministro Paolo Ferrero: «Le parole di Prodi sono positive: riparte dal programma e ascolta gli scioperi dei lavoratori». Certo, Rifondazione per tutta la giornata di ieri e gran parte di quella di oggi è impegnata in un convegno a porte chiuse della corrente di maggioranza, quella che un tempo si richiamava coralmente alle posizioni di Bertinotti e che ora è attraversata da una maggiore articolazione. Oggi, alla fine del “conclave”, il Prc farà capire come la pensa. E nel consiglio dei ministri convocato per oggi, il vicepresidente Francesco Rutelli ha chiesto si apra un dibattito approfondito sulla riforma pensionistica. |