4/2/2004 ore: 11:54
Pensioni, Maroni convoca i sindacati
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| MERCOLEDÌ 4 FEBBRAIO 2004 |
| Pagina 35 - Economia | |
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Pensioni, Maroni convoca i sindacati An: nessuna vera controproposta. La Cgil parla di sciopero generale Il ministro li vedrà la prossima settimana. Il governo inserirà nella delega il silenzio-assenso sul Tfr nei fondi integrativi
Un momento di unità rispetto alle modifiche della delega previdenziale il governo l´ha comunque già raggiunto: l´esecutivo, ha dichiarato Maroni, darà «parere favorevole» all´emendamento, presentato dal relatore alla delega Carmelo Morra, sull´introduzione del "silenzio-assenso" da parte del lavoratore per il conferimento del Tfr nei fondi pensione. Cade, dunque, come chiedevano i sindacati, il requisito dell´obbligatorietà: i lavoratori potranno decidere se trasferire ai fondi pensione le quote del trattamento di fine rapporto nei fondi pensione, oppure mantenerli dove sono, cioè nei bilanci delle rispettive aziende, e incassarli una volta lasciato il lavoro. Al Senato sono attualmente in discussione 600 emendamenti, ma il governo, ha ribadito Maroni, non ne presenterà. È la maggioranza, infatti, a lavorare su proposte alternative riguardanti l´innalzamento dell´età pensionabile. Il punto fermo, per il governo, resta quello del risparmio. Eventuali modifiche alla delega - come la gradualità del passaggio da 35 a 40 anni del requisito contributivo per la pensione di anzianità a partire dal 2008, anziché l´innalzamento secco, o la sostituzione di questo con l´aumento della quota composta da età pensionabile e anzianità contributiva ora a 92 - dovranno essere compatibili con l´obiettivo di un risparmio sulla spesa previdenziale annua pari allo 0,7 per cento del Pil. Lo ha ribadito, ieri, Baldassarri, che in occasione di un incontro sulla proposta avanzata dalle Acli (estensione del sistema contributivo a tutti e innalzamento da 57 a 60 anni dell´età pensionabile per la pensione di anzianità senza toccare i 35 anni), si è schierato con l´ipotesi di chiusura di una finestra all´anno a fini dell´uscita verso la pensione di anzianità: «Questo comporterebbe un aumento di sei mesi dell´età pensionabile con un risparmio strutturale di 1,2 miliardi di euro all´anno». Sul fronte sindacale, intanto, i pensionati di Cgil, Cisl e Uil hanno deciso una manifestazione contro la riforma previdenziale, a difesa del potere d´acquisto e la tutela del sistema di welfare per i primi di aprile. Nel frattempo, la Cgil dice «no» anche a qualunque ipotesi di ritocco di quota 92 per la pensione di anzianità: «Deve scomparire l´obiettivo di un taglio della spesa pensionistica dello 0,7 per cento del Pil - dice Morena Piccinini - noi siamo contrari al principio della riduzione del danno attraverso una modifica di quota 92. Le pensioni vanno aumentate, non tagliate. Quanto alla gobba va previsto un fondo di riserva, alimentato ogni anno con i risparmi consentiti dalla Dini con il contributivo». (r.d.g.) |