13/2/2004 ore: 11:38
Pensioni, il Tesoro punta su 60 anni
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| VENERDÌ 13 FEBBRAIO 2004 |
| Pagina 31 - Economia | |
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Pensioni, il Tesoro punta su 60 anni Chiesto un gradino di 3 anni nel 2008 per salvare i risparmi
RICCARDO DE GENNARO
Il problema di fondo per l´intervento di modifica della delega è confermare il risparmio chiesto dal ministro Tremonti sulla spesa previdenziale. La gradualità dell´aumento dell´età pensionabile (la somma tra età contributiva ed età anagrafica) da quota 92 a quota 96, proposta dalla commissione Lavoro del Senato, non garantirebbe lo 0,7 per cento di risparmio, ma poco più della metà. È per questo che il Tesoro avanza ora un´altra ipotesi: l´innalzamento secco dell´età anagrafica minima per l´anzianità da 57 a 60 anni a partire dal 2008 con l´aumento graduale dell´età contributiva di un anno ogni due anni, da 35 a 37 anni, il che significa a regime il passaggio da quota 92 a quota 97. Entrambe le ipotesi, quella della gradualità totale e quella della gradualità parziale (ma al Welfare assicurano che potrebbe verificarsi anche un mix tra le due) andrebbero affiancate - sempre per ragioni di risparmio - da un provvedimento di chiusura di due finestre su quattro a partire dal 2008 (presumibilmente quelle di aprile e ottobre). Quando qualcuno gli ha chiesto che cosa pensasse della soluzione fortemente appoggiata dall´Udc, ovvero quella che fa riferimento a quota 96, Maroni ha risposto con una battuta: «Acqua». Come dire che non è credibile. Per conoscere la soluzione del governo si dovrà attendere l´inizio della prossima settimana, quando la proposta di modifica della delega verrà comunicata ai sindacati. Per ora il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, si limita a sottolineare che il governo continua a insistere sul risparmio dello 0,7 per cento e con questo conferma che il suo obiettivo non è fare una riforma delle pensioni, ma soltanto quello di ridurre la spesa. Oggi Cgil, Cisl e Uil riuniranno le segreterie unitarie per quel chiarimento chiesto dal leader della Cisl, Savino Pezzotta, sui temi più urgenti: riforma previdenziale del governo, contratto delle aziende artigiane, politica dei redditi e tutela del potere d´acquisto delle retribuzioni, nuovo sistema contrattuale. Pezzotta, in un´intervista a l´Espresso, in edicola oggi, dice apertamente che la Cisl è per il sistema delle quote, marcando così una differenza rispetto alla Cgil, che è contraria a qualunque tipo di innalzamento dell´età pensionabile. «Non abbiamo formalizzato la proposta per non rompere con la Cgil», spiega Pezzotta. Il quale viene rimbeccato da Adriano Musi, numero due Uil: «Una difficoltà in più per un dialogo unitario. Le posizioni di sigla non aiutano a risolvere i problemi dei lavoratori». Maroni, intanto, annuncia nuovi finanziamenti nell´ambito del Welfare: dieci milioni di euro sono stati stanziati per la realizzazione di 97 asili nido e micro-nidi aziendali per i figli dei dipendenti tra i tre mesi e i tre anni, altri 15 per 42 progetti sperimentali (su 225 presentati) a favore di disabili gravi, privi di adeguato sostegno familiare. |