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Pensioni, debutta la «scuola di Varese»
Pensioni, debutta la «scuola di Varese»
 Sabato 12 Luglio 2003
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Pensioni, debutta la «scuola di Varese»
 Le sfide sul welfare - Al termine dell'incontro informale tra i ministri Ue rilanciata la via «soft» senza sanzioni, né parametri
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La via di Varese. Dalla riunione informale dei ministri del Welfare dei 15 Paesi membri Ue (ai quali si sono aggiunti quelli degli Stati entranti, oltre che dei candidati Bulgaria, Romania e Turchia, ma anche Svizzera, Croazia e Norvegia) che si è chiusa ieri a Varese, è uscito il consenso su una linea d'azione: «no» a una Maastricht della previdenza, cioè a un sistema di parametri e sanzioni; promozione di indicatori e un calendario comune. Nel Welfare, sintetizza il ministro Roberto Maroni, «la responsabilità resta ai singoli Stati ma il processo di armonizzazione deve avere una visione comune» Piani e raccomandazioni. Nel vertice si è fatta strada l'ipotesi (non da tutti condivisa) di introdurre per sanità, pensioni e inclusione sociale un sistema fatto di linee guida comuni, piani nazionali di attuazione e raccomandazioni per gli Stati inadempienti. Il metodo di un «coordinamento aperto» che Maroni ha definito la strada giusta. Ma su questo punto si sono registrate diverse sfumature: dallo scetticismo del ministro inglese, preoccupato per una restrizione della sovranità nazionale sul tema Welfare, all'entusiasmo belga Prepensionamenti: il monito del commissario. Di un «Processo di Varese» aveva parlato in passato il commissario Ue alle Politiche Sociali Anna Diamantopoulou che si è detta perciò soddisfatta dei risultati raggiunti nel vertice. Ma sul fronte previdenza l'esponente della Commissione Ue ha lanciato un monito: «Non possiamo andare avanti - ha detto - con una situazione di pensionamenti anticipati, che è stata catastrofica»
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